• Come si manipola la memoria collettiva

    “Riflessioni sul ricordo pubblico dell’Holocaust in Germania” è un lungo saggio di Susanne Böhme Kuby non solo per la storia che racconta, ma per l’efficacia con cui testimonia la potenza della manipolazione della memoria collettiva come maschera dei vincitori delle lotte per il potere. Ieri e oggi. Nella foto: la Cancelliera Angela Merkel partecipa a una cerimonia che ricorda il il 70 ° anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz. (Berlino 26 gennaio 2015 EPA )

  • Di nuovo è Jalta il centro della Storia

    Esattamente settant’anni fa, il 4 febbraio del 1945, si aprì la Conferenza di Jalta, la guerra non era ancora finita, ma era decisa, e i tre vincitori si spartirono il mondo, la Grecia finì a ovest, sotto la tutela britannica, noi con la Germania restammo nella terra di mezzo. Invece il nuovo ministro delle finanze di Tsipras, l’economista greco-australiano Yanis Varoufakis ha uno strano modo di ricordare Jalta. E una ragione c’è

  • L’eutanasia del giornalismo

    I giornalisti servono, ma non bastano: così nasce The Conversation un progetto con lo scopo di ospitare e far circolare commenti, editoriali e resoconti di notizie sull’attualità politica, sociale e culturale, prodotti da professionisti della ricerca accademica

  • Come Facebook ha ucciso Internet

    Facebook ha ucciso Internet, ma se non fosse stato Facebook sarebbe stato qualcos’altro. Probabilmente l’evoluzione dei social network era inevitabile proprio come lo sviluppo degli smart phone. Era la direzione verso cui Internet sarebbe necessariamente dovuto andare

  • Gli algoritmi e i giornalisti imprenditori

    Il caso del nuovo giornale online Gli Stati Generali rappresenta un’ulteriore tappa verso lo stravolgimento delle misure tradizionali del valore del lavoro. È un algoritmo, e non più la paga oraria stabilita dai sindacati a fissare il tetto del valore del lavoro

  • La vergogna dell’America

    Il rapporto del Senato degli Stati Uniti rivela che il regime di torture disumane “per salvare le vite americane” aveva la benedizione dell’amministrazione, ma produceva pochissime informazioni

  • La disperazione da lavoro

    Anche se il progresso tecnologico ha portato a un aumento della produttività, dagli anni ’70 i salari sono stagnati e stiamo tuttora lavorando più duro – molto più duro – di quanto dovremmo. Le persone comune non mietono le ricompense dell’accresciuta produttività e invece hanno bisogno di prestiti per soddisfare bisogni fondamentali, pur lavorando lunghe ore a compiti non gratificanti

La crisi avanza e i ricchi crescono

La crisi avanza e i ricchi crescono

L’Italia continua ad occupare una posizione poco gloriosa nella triste graduatoria dei paesi con la più alta disuguaglianza. Infatti nel 2011 tra i maggiori paesi europei hanno fatto peggio di noi solo la Gran Bretagna (e si tratta di un fatto storico) e la Spagna (qui, invece, la responsabilità è del tremendo impatto della crisi

Come si manipola la memoria collettiva

Come si manipola la memoria collettiva

“Riflessioni sul ricordo pubblico dell’Holocaust in Germania” è un lungo saggio di Susanne Böhme Kuby non solo per la storia che racconta, ma per l’efficacia con cui testimonia la potenza della manipolazione della memoria collettiva come maschera dei vincitori delle lotte per il potere. Ieri e oggi. Nella foto: la Cancelliera Angela Merkel partecipa a una cerimonia che ricorda il il 70 ° anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz. (Berlino 26 gennaio 2015 EPA )

Il disagio della democrazia

Il disagio della democrazia

La democrazia è la lotta con cui i popoli costruiscono sistemi politici per impedire il consolidarsi di gruppi di potere. L’Ue si è sottratta a questa concezione. Abbiamo bisogno di rinegoziare i trattati europei, di eliminare misure inique come il fiscal compact e il Patto di stabilità, di tirare fuori l’Ue dalla spirale di guerre innescata dagli Usa

Canada, verso l’eutanasia legale

Canada, verso l’eutanasia legale

La Corte Suprema del Canada ha dichiarato incostituzionale la legge che vieta la possibilità di ricorrere al suicidio medicalmente assistito, che pure nel 1993 era stata confermata da una sentenza della stessa Corte. La decisione è stata presa all’unanimità dai nove giudici del collegio. La Corte ha dato un anno di tempo al governo per modificare la legge, che per il momento resta valida. Nella sentenza, i giudici hanno scritto di non essere d’accordo sul fatto che «la formulazione del “diritto alla vita” implichi che esista un divieto assoluto di ricevere assistenza durante la propria morte, o che un individuo non possa decidere di poter “dire addio” alla propria vita».

Di nuovo è Jalta il centro della Storia

Di nuovo è Jalta il centro della Storia

Esattamente settant’anni fa, il 4 febbraio del 1945, si aprì la Conferenza di Jalta, la guerra non era ancora finita, ma era decisa, e i tre vincitori si spartirono il mondo, la Grecia finì a ovest, sotto la tutela britannica, noi con la Germania restammo nella terra di mezzo. Invece il nuovo ministro delle finanze di Tsipras, l’economista greco-australiano Yanis Varoufakis ha uno strano modo di ricordare Jalta. E una ragione c’è