Olbia Pontica o Olvia è il sito di una antica colonia greca sulle rive del mar Nero, di fronte all’isola Berezan. La zona degli scavi è situata presso il villaggio di Parutino, dove duemila persone vivono nell’incubo della carestia a causa della guerra.

di Salvo Trapani 

Aspettando l’arrivo della merce a Parutino (Ucraina) la piccola comunità di duemila anime è impedita. Non si cucina e non si va nei campi a lavorare. Il tempo si è fermato, quel che conta è l’attesa. Se cerchi le anziane, non le troverai a casa. Trascorrono il loro tempo imperterrite sedute davanti al negozio di alimentari, con buona pazienza.

Le strade sono un colabrodo, tutti i soldi sono stati spesi per la guerra contro la Russia. Per questo motivo i furgoni con la merce non possono procedere dritto sul manto stradale inesistente, ma a zigzag, da una corsia all’altra per evitare le buche in verticale così profonde.

 

Parutino è sulle rive del Mar Nero di fronte all’isola Berezan e qui Poroschenko (il fabbricante di caramelle) sfiorando i reperti archeologici di Olbia Pontica per mesi ha fatto esercitazioni militari, e i cingolati giunti fin qui da Leopoli hanno finito col distruggere quel poco che restava di un percorso gia stentato.

Il furgone con la merce per l’unico negozio di alimentari di Parutino procede a finestrini chiusi, perché lo sterrato alzandosi in un polverone, avvolgerebbe tutto riempiendo mezzo e cibi di terra. Le donne siedono fuori su panchine approntate dal proprietario del negozio. Non parlano le une con le altre, sono incollate e guardano. Ecco che la merce arriva.

 

Oggi però con qualcosa di nuovo: nel furgoncino insieme al distributore ucraino c’é un italiano, che lo aiuta nello scarico delle merci. Così si fa prima. L’italiano fa avanti e indietro: dal furgone al negozio, dal negozio al furgone.

Con le teste coperte da bei foulard variopinti le anziane impassibili continuano però a seguire il giovane e il suo andirivieni e soprattutto quale tipo di prodotti sta scaricando: il mangime delle galline, i pomodori, i secchi di metallo con le scope, le ali di pollo surgelate, i pani, i peperoni nelle retine verdi, le spugne, i collant, i gelati e le sigarette.

Adesso che la loro spesa è in negozio possono lasciare l’avamposto per recarsi nello spaccio. La prima, quella davanti al bancone, dice alla commessa che per lei è la prima volta che vede uno straniero in vita sua. Russi ne ha visti tanti, ma da altri paesi, proprio questo mai.

Fa caldo, molto caldo, e il giovane italiano si appoggia al furgone e asciuga il sudore. Un vecchio lo sfiora, poggiando la sua bici sulla staccionata, entra sta nel negozietto qualche minuto per poi uscire con un sacco di mangime per galline. Ha sentito, non si parla d’altro se non dell’italiano e che ci farà poi qui a Parutino?! Il vecchio si avvicina al giovane, lo guarda e con aria bonaria lo accarezza sulla faccia ed esclama: “Italia? Italia? Africa!”.

Un reperto archeologico di Olbia Pontica o Olvia. E’ il sito di una antica colonia greca fondata alla fine del VII secolo dalla città di Mileto sulla foce del fiume Bug Meridionale (in greco: Hypanis), sulle rive del mar Nero, di fronte all’isola Berezan.

Fonte: il Declino

18 luglio 2017

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