Volentieri suggerisco la lettura di questo articolo che come racconta l’autrice Savina Trapani, nasce strano.

Photo by Hulton Archive/Getty Images

di Savina Trapani

Una mattina di dicembre del 2005 mi venne recapitato per posta un plico, al cui interno vi era un libro con questa dedica:

“Tra illusioni e disillusioni, molto spesso è difficile tenere le redini del proprio equilibrio. E quando si crede che il bello stia per accadere, invece non accade.Come fare allora? Bisogna credere che esiste il contrario delle cose, comunque quando il bello succede inatteso. Basta un po’ d’abitudine. Tutto qui…Con amore, tuo fratello Salvo. Berlino, dicembre 2005”.

Non credo che mio fratello me ne vorrà per aver riportato un nostro personalissimo momento di vita, uno dei tanti che ci appartengono e non solo da fratello e sorella, ma anche da amici, poiché non potevo prescindere dalle sue parole; la sua dedica accompagnava il florilegio di cui vi vorrei parlare, una raccolta preziosissima di Marlene Dietrich, dal titolo: “Pensieri Notturni” , editata nel novembre del 2005 da Frassinelli e curata dalla figlia Maria Riva, che per l’occasione venne intervistata da Salvatore Trapani, mio fratello.

Icona del cinema mondiale, ma stanca di essere tale, Marlene Dietrich decise di trascorrere gli ultimi anni ritirandosi in solitudine a Parigi e come racconta la figlia Maria Sieber, sposata Riva, nel silenzio della notte, quando non riusciva a mettere a tacere i fantasmi del passato, l’attrice tedesca dava voce ai ricordi, riportandoli su di un foglio che teneva a portata di mano, in modo forse un po’ scarabocchiato e da qui lo scatenarsi dei suoi pensieri che in questa raccolta si fanno Pensieri notturni. Per cui ad un certo punto della sua vita Maria Riva decise di farli pubblicare in una raccolta, ammettendo il probabile disappunto della madre, qualora fosse stata ancora in vita.

“Sarebbe contenta che quei momenti così privati e insonni si trovino ora su queste pagine?Ne dubito, poiché viveva nel completo isolamento, il definitivo paradosso di un’icona senza tempo. Eppure per molte ragioni, essi meritano di essere divulgati”.

E in realtà i “Pensieri Notturni” di Marlene Dietrich non sono altro che frammenti di vita di tutti quei personaggi appartenuti al suo passato e le cui vicende in un modo o in un altro si sono intrecciate alla vita pubblica e privata dell’attrice: tutti uomini illustri, legati al mondo dello spettacolo, della cultura e della politica che hanno avuto un ruolo predominante nell’esistenza di Marlene Dietrich, non solo da un punto di vista sociale, ma anche umano e personale.

Così, ricorda uomini e donne quali Frank Sinatra, Yul Brynner, Ernest Hemingway, Rainer Maria Rilke ed ancora Mae West, Edith Piaf, Johannes Mario Simmel, il generale Patton, Judy Garland grande amica della figlia, il cui sorriso le fu tanto caro. E tantissimi altri da cui resterete colpiti, non solo per la chiarezza lessicale con cui l’attrice ne dipinge il ricordo, ma anche per il ruolo che hanno ricoperto.

Eppure accade che i versi, così come le sue rievocazioni, in alcuni casi sono oscuri, quasi incomprensibili, dato che servono a richiamare particolari di vita che solo la Dietrich poteva conoscere e che la notte fa riemergere dai meandri della sua memoria. E ancora i pensieri intrisi di malinconia, del loro Weltschmerz, si fanno lontani, anche ferocemente implacabili, dolorosi, a tratti divertenti, che permettono prima alla donna e poi alla madre di venir fuori in tutta la sua autentica veridicità.

A concludere la raccolta gli ultimi pensieri dedicati alla figlia Maria Riva…

Ma chi è Maria Riva?

Figlia amatissima della Dietrich e del produttore cinematografico Rudolf Sieber, è stata un’attrice statunitense, conosciuta per un periodo di tempo con il nome d’arte di Maria Manton; prima e unica assistente personale della madre, fu talmente tanto amata da essere ritenuta quasi “una proprietà” da Marlene Dietrich e da ciò ne nacque un rapporto molto controverso e conflittuale, soprattutto in età adulta, poiché soffocata dall’amore apprensivo/oppressivo della Dietrich, sempre e comunque presente nella sua vita. Ed è qui che i pensieri notturni si fanno dolorosi, tristi, melanconici poiché si comprende come la separazione incombente tra madre e figlia non può essere evitata; giunge il sollievo nel momento in cui l’attrice si sfoga assicurando a Maria che comunque, malgrado la separazione definitiva, rimarrà sempre una donna con una posizione agiata, senza dover rinunciare a tutto ciò a cui è sempre stata abituata. Ciò che una madre spera per i propri figli è la serenità oltre tutto e tutti…

Per far comprendere quanto amore questa donna nutrisse per la propria figlia, da cui non si separava mai, tanto da non averle dato un’istruzione adeguata, a causa dei continui spostamenti dovuti al suo lavoro, vi è un aneddoto per il quale una sera, nel corso di una rappresentazione teatrale di Maria Riva, Marlene Dietrich otturasse una sirena con la propria pelliccia per evitare che disturbasse lo svolgimento dello spettacolo. Leggenda, verità? Chi lo sa, fatto sta che la Dietrich ha affermato che

“Sei la mia pozione per svegliarmi! Non è una novità, ma ora sei anche la mia pozione sonnifera e ancora di più! La calma mi pervade come anni fa, quando noi due eravamo una cosa sola Tu raggomitolata in me. Ma ora – siamo separate – sole, non come quando tutto era ancora in ordine”.

Tutti i suoi pensieri sono dettati dalla disperazione del momento, in cui l’attrice non riesce a prender sonno e irrequieti, vagando nella mente, la tormentano riemergendo con lucida prepotenza, senza volerle dare quella pace che, nella solitudine delle sue ultime giornate, probabilmente Marlene Dietrich cercava di riacquistare a fatica, anche ricorrendo all’oblio procurato dall’uso di sostanze chimiche.

La struttura del libro è tale da agevolarne la lettura che può essere completata velocemente, lasciandosi trascinare da una memoria storica, in grado di far compiere al lettore un viaggio a ritroso, in dietro nel tempo, per lasciarsi travolgere dalle suggestive atmosfere, non solo rievocate dall’attrice, ma anche da una madre quale è stata Marlene Dietrich.

“Pensieri Notturni” quindi si compone di 165 pagine, tutte arricchite con foto storiche di Marlene Dietrich e di tutti coloro che hanno ricoperto un ruolo fondamentale e imprescindibile, a documentare i suoi ricordi, mentre i pensieri si fanno versi attraverso una bipartizione: lingua originale e traduzione italiana, accompagnati tutti da una descrizione del personaggio ricordato e i rapporti intercorsi con l’attrice tedesca.

Nessuno che non sia stato in equilibrio sul più precario dei piedistalli, quello della celebrità, può capire quali disperati funambolismi esso richieda a creature tanto vulnerabili. Spesso l’unica via d’uscita è una rigorosa solitudine”.

© Joe Hendry

Editore: Frassinelli
Autore: Marlene Dietrich
Data di pubblicazione: 29 novembre 2005
Lingua: italiano
ISBN: 9788876848797
Pagine 165
Prezzo: 20,00 €
Formato: illustrato
Curatore: Maria Riva
Traduttore: Robin Benatti

30 luglio 2017

Articoli correlati