Riassumere alcuni dei fatti storici fondamentali della Corea del Nord, può aiutare le persone a comprendere in che modo il genere umano abbia raggiunto questo punto pericoloso, dove il destino del mondo – guerra nucleare o no – può essere nelle mani di un totale di due persone, almeno una delle quali è ben nota per i suoi errori di valutazione.

Pedestrians pass one of many scenes of the late Kim Il Sung and his son Kim Jong Il in Pyongyang, North Korea on May 3, 2016. (Photo: Linda Davidson for The Washington Post)

di Joseph Essertie

Il Professor Bruce Cumings, ex direttore del dipartimento di storia dell’ Università di Chicago e uno dei più preminenti storici della Corea, si è fatto la domanda retorica: “Perché mai Pyongyang non dovrebbe cercare un deterrente nucleare?”. Davvero. Quello che segue è per lo più un sunto di alcuni dei argomenti convincenti collegati a questa domanda e una spiegazione del motivo per cui rispondo con “davvero”.

Tutte le guerre moderne importanti sono state brutali, ma considerando l’inferno al quale i Coreani sono sopravvissuti, la guerra di Corea deve essere considerata una delle più brutali e tragiche. Il fatto che la guerra non si sia conclusa con una risoluzione pacifica del conflitto civile, è soltanto una delle molte tragedie. La guerra ha prodotto un armistizio – il chiaro riconoscimento che la guerra non è finita, che altre vite innocenti potrebbero andare perdute in futuro.

Le date dal 1950 al 1953 sono quelle di frequente fornite per la Guerra di Corea, ma, secondo Cumings, la “aperta” guerra civile in Corea era iniziata all’inizio del 1949, “quando le truppe sovietiche erano andate via e le truppe americane stavano per uscire.” Per mezzo di bombardamenti aerei, l’America ha ucciso milioni di civili nella Penisola di Corea, da sud e anche da nord, con attacchi dinamitardi che a malapena hanno lasciato in piedi un edificio moderno.” Molti villaggi sono stati trascinati via” dato che le dighe sono state bombardate a Kusong e a Toksan (un crimine di guerra riconosciuto), e perfino la città capitale, Pyongyang, a 27 miglia di distanza, è stata inondata gravemente.

La “barbara” guerra aerea ha distrutto “enormi dighe usate per irrigare che fornivano acqua per il 75 per cento della produzione di cibo del Nord.”

Questa quasi totale cancellazione delle infrastrutture in Corea e le conseguenti sofferenze, devono rimanere profondamente radicate nei ricordi dei Nordcoreani che continuano a vivere nella violenza e nell’oppressione di uno “stato militare.” Questa è l’opinione di Cumings sul paese, dopo una vita di ricerche. Uno “stato militare” è quello in cui “gli specialisti della violenza sono il gruppo più potente della società.” Cumings spiega che è uno stato militare “soprattutto a causa dell’olocausto che il Nord ha sperimentato durante la Guerra di Corea.”

Secondo il suo punto di vista, la Corea del Nord è l’unico paese che è stato sistematicamente ricattato con le armi nucleari, accumulate dagli Stati Uniti dal 1958 al 1991 in un paese al loro confine meridionale. Anche se non si supponeva che Washington avrebbe introdotto qualche armamento qualitativamente nuovo nella Penisola di Corea, in base all’armistizio che aveva firmato il 27 luglio 1953, è andato avanti e ha piazzato centinaia di armi nucleari, cioè cannoni nucleari e missili a testata nucleare, nella Corea del Sud nel 1958.

L’anno successivo ha installato missili cruise Matador con una gittata di 1.100 chilometri, mirati quindi non soltanto alla Corea del Nord, ma anche alla Cina e all’Unione Sovietica. Alla fine, 70 proiettili nucleari di artiglieria, molti “ADM” (mine atomiche da demolizione, destinate a contaminare zone della Corea del Sud allo scopo di fermare un attacco armato da parte delle forze della Corea del Nord), e 60 bombe di nucleari di gravità per i bombardieri F-4 ed F-16 sono state accumulate là.

Fin dall’inizio degli anni ’80, la Corea del Nord spesso chiedeva che la Penisola di Corea fosse trasformata in una zona denuclearizzata. Washington avrebbe potuto prenderli sul serio ed accettare quell’offerta, almeno fino al crollo dell’Unione Sovietica nel 1991, quando

Pyongyang cominciò ad accennare che avrebbe potuto sviluppare le proprie testate nucleari dato che non poteva più dipendere da Mosca per fornire questo sostegno aggiuntivo.

In quel periodo Washington rimosse le sue armi nucleari dalla Corea del Sud. Questo, tuttavia non fu dovuto al fatto che l’installazione di quelle armi aveva violato l’armistizio del 1953 che Washington aveva accettato, ma perché erano obsolete. Nel frattempo erano state sviluppate armi convenzionali più efficaci, di forte rendimento. La minaccia della distruzione massiccia e di un’invasione c’era sul confine meridionale della Corea del Nord, anche se le armi non erano più nucleari.

La Corea del Nord è stata intimidita anche con armi nucleari dalla Corea del Sud. Sotto il dittatore Park Chung Hee (1917-1979), appoggiato dagli americani, Seul iniziò a svilupparli a metà degli anni ’70. La Corea del Sud ha già missili convenzionali a lunga gittata che possono colpire dovunque nel territorio della Corea del Nord, e le testate convenzionali su quei missili potrebbero essere facilmente riadattate con testate nucleari.

Nel 1990, l’Unione Sovietica riconobbe Seul e nel 1991 o prima, la Corea del Nord ha intrapreso il suo proprio programma per le armi nucleari, avendo ufficialmente perduto “l’ombrello nucleare” de suo ex alleato. Secondo l’opinione di Cumings, probabilmente la Corea del Nord non aveva mai “sentito l’ombra confortante di un ombrello nucleare sovietico o cinese,” ma almeno nella sua posizione pubblica, ha continuato a seguire la strategia di Israele, facendo “indovinare a tutti” se e quando avrebbe avuto la bomba. Quando i vicini di Pyongyang, cioè la Russia e la Cina hanno avuto le armi nucleari, e il suo vicino a Sud aveva gli Stati Uniti, con i quali era ancora ufficialmente in guerra e a cui forniva un ombrello nucleare, mantenendo una minaccia costante per oltre mezzo secolo – fosse quella un’invasione un “cambiamento di regime,” o un olocausto nucleare – non dovrebbe essere una sorpresa che anche Pyongyang volesse delle armi nucleari.

Washington ha spesso dichiarato di operare per ridurre la minaccia di una guerra nucleare, ma quella affermazione di recente si è dimostrata falsa ancora una volta o almeno incoerente con le sue azioni,

quando è stato di recente rivelato che ha tranquillamente modernizzato i suoi missili nucleari che, in ogni momento potrebbero distruggere tutti gli ICBM ( missili balistici intercontinentali) della Russia con missili balistici lanciati da un sottomarino. Questa capacità offensiva è stata resa possibile da Barack Obama, assegnatario del Premio Nobel per la Pace. Questo incoraggia Mosca a “usarli o a perderli,” nel caso di una guerra con gli Stati Uniti, e a tenere il dito sul proverbiale grilletto. Questa capacità è ovviamente una considerevole minaccia per tutti e tre i concorrenti nella regione: Russia, Cina e Corea del Nord.

Oltre a dare a Pyongyang lezioni sul tipo di potere che gli stati nucleari hanno sugli stati non-nucleari, Washington ha anche dimostrato che cosa succederà agli stati non nucleari che vi si oppongono. In linea con un accordo fatto durante l’amministrazione Clinton, Pyongyang sospese la produzione di plutonio dal 1994 al 2002. Pyongyang e Washington hanno promesso di non avere un “intento ostile” l’uno verso l’altro. Però, mentre Pyongyang ha mantenuto la sua parte dell’accordo, un giorno George Bush ha aggregato la Corea del Nord con l’Iraq nella categoria di fumetti “Asse del Male.” Ha annunciato la nuova politica di usare attacchi preventivi come difesa contro un’immediata minaccia di sicurezza agli Stati Uniti, e l’accordo è stato annullato.

Bush non soltanto aveva minacciato la Corea del Nord in questo modo, ma aveva reso credibile la sua minaccia invadendo l’Iraq, con il più completo disprezzo per la legge internazionale. Fino a questa violazione dell’accordo con la Corea del Nord, c’erano state grandi speranze che l’intera Penisola Coreana diventasse una zona denuclearizzata,

Nel caso della Libia e dell’Ucraina, di recente Washington ha fornito altre preziose lezioni alla Corea del Nord sull’importanza di avere delle armi nucleari. Come spiega Dan Coats riguardo ai casi della Libia e dell’Ucraina: “Purtroppo le lezioni apprese sono che se si hanno delle armi nucleari non vi si deve mai rinunciare perché sono un deterrente da altri protagonisti che potrebbero voler interferire nel vostro paese,” e se non si hanno, si devono ottenere.” Washington sta accelerando la corsa agli armamenti e sta convincendo il mondo che la Corea del Nord è stata saggia a sviluppare le armi nucleari e a non mollarle.

L’Ucraina ha rinunciato alla sua scorta di armi nucleari nel 1994 in cambio della promessa che Stati Uniti, Regno Unito e Russia non avrebbero violato la sovranità dell’Ucraina.

Senza più armi nucleari, gli Stati Uniti hanno trasformato l’Ucraina in un “ parco a tema della CIA.” Poi la Russia è entrata nella mischia, annettendosi la Crimea che è parte dell’territorio dell’Ucraina, nel 2014. Muhammar Gaddafi annunciò la fin del programma di armi nucleari della Libia nel 2003. Successivamente, dopo la campagna della NATO nel 2011, la Libia divenne “un rifugio sicuro dai terroristi.” Argomento chiuso per lo stato. In quanto all’odiato dittatore: il destino di Gheddafi, sodomizzato, scannato e lasciato in un canale farà sì che Kim Jung-un ci penserà due volte prima di smantellare le sue armi nucleari.

Tornando alla Corea del Nord, anche avendo in mano i fatti fondamentali delineati qui sopra, non dovrebbe sorprenderci il fatto che Pyongyang cerchi di avere aeroplani che possono uccidere innumerevoli civili con bombardamenti aerei, missili di tutti i raggi e armi nucleari, cioè i tipi di giocattoli che Washington possiede da lungo tempo.

Come un ragazzo di statura più bassa della media che va a scuola e che è intimidito troppo, e che un giorno decide che non può accettarlo più e porta a scuola un coltello a serramanico o una pistola, il dittatore e i suoi generali possono pensare che se possono mettere le mani proprio sulle armi più potenti, possono essere in grado di scoraggiare il prepotente dal fare altri attacchi.

Ora, però, quando una conflagrazione nucleare potrebbe essere accesa per mezzo di un piccolo errore di valutazione o di un fraintendimento di un generale causato da informazioni inadeguate, oppure perché una parte fa le cose affrettando i tempi, seguendo la dottrina della guerra “preventiva”: “Mi sento minacciato e perciò li annienterò,” abbiamo bisogno di negoziati condotti con lucidità mentale da esperti da entrambe le parti che abbiano una certa conoscenza e comprensione della cultura, dei valori, delle speranze e dei sogni dei nemici del loro paese, di quella delle persone e del governante, indipendentemente dall’indice di gradimento di questo.

Dato che anche i generali più importanti delle forze armate statunitensi avvertivano di quali sarebbero state le conseguenze spaventose se gli Stati Uniti avessero ricominciato la guerra di Corea, usando armi convenzionali e/o nucleari e in sostanza cercando di far calmare la situazione (un compito nell’ambito proprio del Dipartimento di Stato che Trump ha ridotto, con incarichi chiave come l’ambasciatore degli Stati Uniti in Corea del Sud rimasti irrealizzati), potrebbe essere un’idea saggia riflettere su queste parole scritte da Cumings nel 1997: messi con le spalle al muro [i generali della Corea del Nord] combatteranno.” Vogliamo davvero entrare in una guerra con uno “stato militare” che possiede armi nucleari? Non sarebbe l’esatto opposto della “sicurezza nazionale”?

Molte persone nella Corea del Nord svantaggiata, specialmente i generali di Kim Jong-un, non hanno nulla da perdere, mentre noi nel mondo privilegiato, sì. Ci sono persone “laggiù, proprio come noi che vogliono lavorare, mangiare, dormire, ascoltare la musica, ballare, godersi un poco la vita e vivere in pace. Nel bene e nel male, la nostra sicurezza è collegata alla loro.

Un soldato nordcoreano vicino a uno schermo che mostra la distanza tra Corea del Nord e l’isola di Guam nel Pacifico. 

Fonte: Why North Korea Acquired Nukes – Traduzione di Maria Chiara Starace  © 2017 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY NC-SA 3.0

19 agosto 2017