E’ stato sufficiente accostare la parola felicità a Papa Francesco per raggiungere migliaia di persone con un post pubblicato sulla pagina di Facebook di Arianna Censi vicesindaca di Milano città metropolitana.

di Vincenzo Maddaloni

Nel suo piccolo è un grande botto, perchè ottantatre mila persone raggiunte in meno di quarantotto ore, con un piccolo post su Facebook non può essere definito diversamente. Il “botto” è opera di uno dei personaggi più iconici del nostro tempo, Papa Francesco che più di qualcuno indica come «il miglior leader della sinistra», dal momento che nel mondo si è imposto il cliché di un pontefice poco focalizzato sui dogmi di fede, e molto più dedito alla contestazione dei mali terreni.

«Ho letto l’omelia e l’ho trovata una dir poco fantastica e l’ho subito postata sulla mia pagina, ma non pensavo mai con un discorso del Papa sarei riuscita ad attirare l’attenzione di una moltitudine di persone» , spiega Arianna Censi, vice sindaca di Milano città metropolitana.

Dopotutto l’argomento è allettante. Il Papa insegna come essere felice in un mondo dove l’unica forza che sembra governarlo è la ricerca smodata del profitto. Papa Francesco ha suggerito la sua ricetta: «Essere felici non è una fatalità del destino, ma un risultato per coloro che viaggiano in se stessi. Essere felici è smettere di sentirsi una vittima e diventare autore del proprio destino. ».

A guardar bene sembra che papa Bergoglio abbia preso spunto da Antonio Gramsci, il quale ottant’anni indicò tra i peggior mali della società italiana, «l’improvvisazione, il ‘talentismo’, la pigrizia fatalistica, il dilettantismo scervellato, la mancanza di disciplina intellettuale ».

Naturalmente il Papa non si rifà a Gramsci, bensì al magistero della Chiesa e alla sua dottrina sociale. Tuttavia, contesta il liberismocon tutti i suoi eccessi sotto gli occhi di tutti, nell’America Latina dalla quale egli proviene e nel cosiddetto Terzo Mondo. 

Teme per il futuro dei giovani e per il «conflitto generazionale senza precedenti» in corso «a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso», dove, «alla tradizione si è preferito il tradimento», perché «ci si è scoperti incapaci di consegnare ai giovani gli strumenti materiali e culturali per affrontare il futuro». In questo modo sostiene il Papa, «tanti giovani si trovano smarriti davanti all’assenza di radici e di prospettive, in balia delle onde e trasportati qua e là da qualsiasi vento di dottrina», e «grave è l’onere di educare”, che «esige il coinvolgimento di tutta la società».

Come e possibile essere felici in uno scenario simile? La felicità sta anche, «nel coraggio di sentire un “no” e ritrovare la fiducia nei confronti delle critiche, anche quando sono ingiustificate.», risponde papa Francesco, il quale non perde occasione nel condannare qualunque manifestazione umana che venga soggiogata al «dio denaro». Usa linguaggi semplici e perciò piace, « ci rincuora, rasserena, incoraggia, parla con umiltà ma attraverso la semplicità manda grandi messaggi…», commenta Franca sul post della vicesindaca Censi. Insomma, Jorge Mario Bergoglio uomo e pontefice ha riempito il vuoto ideologico della Politica. Infatti, la Destra lo detesta, quel che resta della Sinistra lo “fa suo” benché il Papa non lo sia affatto. Meglio fermarsi qui.

Il testo del post della vicesindaca su Facebook

Puoi avere difetti, essere ansioso e perfino essere arrabbiato, ma non dimenticare che la tua vita è la più grande impresa del mondo. Solo tu puoi impedirne il fallimento. Molti ti apprezzano, ti ammirano e ti amano. Ricorda che essere felici non è avere un cielo senza tempesta, una strada senza incidenti, un lavoro senza fatica, relazioni senza delusioni.

Essere felici significa trovare la forza del perdono, la speranza nelle battaglie, la sicurezza nella fase della paura, l’amore nella discordia. Non è solo godersi il sorriso, ma anche riflettere sulla tristezza. Non è solo celebrare i successi, ma imparare dai fallimenti. Non è solo sentirsi felici con gli applausi, ma essere felici nell’anonimato. Essere felici non è una fatalità del destino, ma un risultato per coloro che possono viaggiare dentro se stessi. Essere felici è smettere di sentirsi una vittima e diventare autore del proprio destino.

E’ attraversare i deserti, ma essere in grado di trovare un’oasi nel profondo dell’anima. E’ ringraziare Dio ogni mattina per il miracolo della vita. Essere felici è non avere paura dei propri sentimenti ed essere in grado di parlare di te. Sta nel coraggio di sentire un “no” e ritrovare la fiducia nei confronti delle critiche, anche quando sono ingiustificate. E’ baciare i tuoi figli, coccolare i tuoi genitori, vivere momenti poetici con gli amici, anche quando ci feriscono.

Essere felici è lasciare vivere la creatura che vive in ognuno di noi, libera, gioiosa e semplice. E’ avere la maturità per poter dire: “Ho fatto degli errori”. E’ avere il coraggio di dire: “Mi dispiace”. E’ avere la sensibilità di dire: “Ho bisogno di te”. E’ avere la capacità di dire: “Ti amo”.

Possa la tua vita diventa un giardino di felicità per la primavera. E quando commetti un errore, ricomincia da capo. Perché solo allora sarai innamorato della vita. Scoprirai che essere felice non è avere una vita perfetta.

Ma usa le lacrime per irrigare la tolleranza. Usa le tue sconfitte per addestrare la pazienza. Usa i tuoi errori con la serenità dello scultore. Usa il dolore per intonare il piacere. Usa gli ostacoli per aprire le finestre dell’intelligenza.

Non mollare mai … Soprattutto non mollare mai le persone che ti amano. Non rinunciare mai alla felicità, perché la vita è uno spettacolo incredibile.

Papa Francesco

pubblicato in contemporanea su Linkiesta