Il numero con la copertina contro il Belpaese ha venduto solo 8 mila copie più del precedente. Battuto dal settimanale Focus che parlava di che cosa conviene mangare. Der Spiegel ha provocato ancora una volta reazioni sdegnate in Italia, ma la copertina non era troppo offensiva. Inglesi e francesi hanno fatto, e fanno, di peggio.

il lungo articolo della Welt su di noi con il titolo su un’intera pagina Das Glas ist halb voll, il bicchiere è mezzo pieno. All’Italia va meglio di quanto si pensi a Bruxelles e a Berlino, e di quanto credono gli italiani stessi, afferma il quotidiano tedesco.

 

da Berlino Roberto Giardina

Ha reso poco al settimanale tedesco Spiegel, la copertina sull’Italia. Esattamente 42mila e 400 euro, ma al lordo. Perché ovviamente, vanno sottratte le percentuali per la distribuzione e per gli edicolanti. In copertina sul numero 23 del 2 giugno, su un attraente sfondo verde, appariva una forchetta con uno spaghetto che finiva a forma di cappio. Il titolo in italiano Ciao amore!, ormai milioni di tedeschi si salutano con un ciao, quando si incontrano e quando prendono congedo, per loro fa lo stesso. Il sottotitolo precisava: Italien zerstört sich selbt- und reisst Europa mit, l’Italia distrugge se stessa, e trascina con sé l’Europa.

Ebbene, secondo quanto comunica il magazin online Meedia, che appartiene al gruppo Handelsblatt, quel numero ha venduto appena 8 mila copie in più nelle edicole, al prezzo di 5,30 euro. In totale, 179.201, meno di quanto speravano i responsabili del settimanale di Amburgo. Si è superato di qualche centinaio di copie la media degli ultimi tre mesi (179.100) ma si è rimasti ben lontani dalla media dell’ultimo anno di 192.600 esemplari, al di sotto di quel che viene considerata il livello minimo di 200mila copie. Con gli abbonamenti e le copie online si arriva con il numero 23 a 702.256 copie, quasi centomila in meno rispetto alle 800mila copie da raggiungere a tutti i costi.

Ai tempi d’oro lo Spiegel vendeva intorno al milione e centomila copie. Meedia come sempre fa il confronto con gli altri due settimanali d’informazione. E’andata meglio al rivale di Monaco, Focus che punta sulla salute: Essen mit Respekt ammoniva sul numero 23, come dire mangiare con attenzione, comprare con maggiore discernimento, e nutrirsi meglio, spiegava il sottotitolo. Ha venduto in edicola 79.176 copie, molto al di sopra della media dell’ultimo trimestre, (56.800) e degli ultimi dodici mesi (64.900). Delusi invece nella redazione di Stern che ha venduto appena 67 copie in più con la copertina Nicht Jammern-Durchstarten, non lamentarsi, date un’accelerata, dedicata alla crisi di mezza età. In edicola, 148.766 copie, e un totale con gli abbonamenti di 534.999 copie.

La copertina con lo spaghetto doveva bissare il successo della mitica copertina con il revolver sugli spaghetti che risale ormai a oltre 40 anni fa (luglio 1977). Dal punto grafico non era male, e il verde si notava in edicola, ma i lettori non sono disposti, a quanto pare, a accusare il nostro paese di tutti i guai d’Europa. Der Spiegel ha provocato ancora una volta reazioni sdegnate in Italia, ma secondo me la copertina non era troppo offensiva. Inglesi e francesi hanno fatto, e fanno, di peggio.

In Germania non ha suscitato alcuna reazione, ma era scontato: i tedeschi non sono sprovveduti. Lo Spiegel si preoccupava per la vittoria di grillini e leghisti, i populisti al potere. Ma a Berlino l’avanzata dell’AfD, ha reso problematica la formazione della nuova coalizione (attesa per sei mesi). Nel 2013, il partito dell’estrema destra, non era neanche riuscito a superare lo sbarramento del 5%, fermandosi al 4,8. Lo scorso settembre si è piazzato al terzo posto, e nelle elezioni regionali in Baviera (il 17 ottobre), in base alle previsioni dovrebbe raggiungere la seconda posizione superando i socialdemocratici dell’Spd. Colpa dell’Italia?

Più obiettivo, il 30 giugno, il lungo articolo della Welt su di noi con il titolo su un’intera pagina Das Glas ist halb voll, il bicchiere è mezzo pieno. All’Italia va meglio di quanto si pensi a Bruxelles e a Berlino, e di quanto credono gli italiani stessi. Gli spaghetti sono diventati il piatto preferito nelle mense aziendali e scolastiche tedesche, prima o alla pari con i würstel. E, caso mai, come fa capire Focus i tedeschi si preoccupano della linea e della salute: la dieta all’italiana è meno pericolosa della cucina nazionale.

Come cuocere la pasta, by Martino Pietropoli

5 luglio 2018