La sottovalutata ondata immigratoria ha cambiato completamente la geografia politica. I dc della Baviera continuano a perdere voti nei sondaggi.

Photo: PHILIPPE HUGUEN/ AFP /Getty Images

 

di Roberto Giardina

La notizia è che la notizia non c’è. L’ultimo numero del settimanale tedesco Spiegel dedica la copertina ai profughi. Invece di una foto o un disegno, un foglio bianco con il titolo Wer darf rein?, chi può entrare? e il sottotitolo precisa Die richitge Flüchtlingepolitik, la giusta politica per i fuggiaschi, come più correttamente vengono chiamati qui i nostri migranti. Si fugge da una guerra, e dalla morte per inedia. Ma quanti hanno diritto all’asilo? I volti dei profughi si intravedono appena sui margini del foglio. Una cornice umana.

Ebbene, mentre l’Italia da giorni si divide sul caso del Diciotti (le navi militari sono maschili), lo Spiegel, di solito attento e molto critico sui fatti nostri, dedica dieci pagine al tema di copertina, ma si ricorda di noi di sfuggita, con evidenza in un grafico. Nei primi sei mesi dell’anno abbiamo accolto poco più di 19 mila disperati, nello stesso periodo nel 2017 furono oltre 97 mila. In Germania ne sono giunti quest’anno più di 96 mila, più del quadruplo rispetto a noi. È questo il punto cruciale, quando chiediamo di distribuire quanti sbarcano da noi nel resto d’Europa, e in particolare a casa di Frau Angela.

La rivista di Amburgo però dedica ben tre pagine e mezzo all’italiana Asia Argento. L’ultimo numero è stato chiuso venerdì sera, si aveva il tempo di concedere più spazio a Catania. Anche il vertice della Ue a Bruxelles, di venerdì, è passato sotto silenzio alla tv tedesca e sui giornali. I paesi dell’Est, che non vogliono neanche un profugo islamico, non hanno nemmeno partecipato, e il rappresentante tedesco ha fatto scena muta. L’arrivo di troppi profughi ha destabilizzato la Germania, e in maggioranza gli islamici arrivati negli ultimi tempi non sembrano disposti a rispettare le regole del paese che li ospita.

Lo Spiegel non è un caso isolato. Nei principali quotidiani di sabato, quelli più letti, non mi sono accorto di articoli su Catania. I telegiornali ci hanno dimenticato. Non è che legga tutto, e che passi la vita davanti la tv, qualcosa mi sarà sfuggito, e nei giorni scorsi sporadicamente si è parlato dei profughi bloccati sulla nave per ordine di Salvini, ma non con il risalto che il fatto avrebbe meritato. Il caso italiano è imbarazzante per i media tedeschi, preoccupati di non favorire i loro populisti dell’estrema destra, Anche qui i magistrati si scontrano con i politici. I procedimenti che vedono coinvolti profughi si trascinano a lungo. Chi viene respinto fa ricorso, e si perdono mesi e anni.

Nelle settimane scorse, è stato espulso in Tunisia Sami A., giunto a Bochum nel lontano 2005, e accusato di essere la guardia del corpo di Osama bin Laden, e di aver partecipato tra l’altro all’attentato delle torri gemelle a New York. Ma non si è atteso il parere dei magistrati, che adesso hanno autorizzato il rientro di Sami. Colpevole o no, non abbiamo diritto di accogliere a casa nostra chi ci pare? Si chiede la popolare Bild Zeitung.

In una lunga intervista televisiva, Frau Merkel ha ammonito a non mettere in discussione l’indipendenza della magistratura, e ha ribadito che non ci sarà una svolta nella politica dell’accoglienza. Ma la cancelliera è sotto attacco: a Dresda è stata contestata dai manifestanti della destra, e la polizia ha arrestato una troupe dell’Ard, il primo canale pubblico, che stava riprendendo i disordini. Il capo della polizia si è dovuto scusare al telegiornale. Imbarazzante.

Il bavarese Horst Seehofer, ministro degli interni, vuole accogliere solo chi è disposto e in grado di lavorare, e di integrarsi. La Germania ha bisogno di un milione di lavoratori. Questa la svolta che non piace a Frau Angela, e ai socialdemocratici. Ma serve a poco. In Baviera si vota il 14 ottobre, e la Csu di Seehofer continua a scendere: al 37,8, contro il 39,1 della settimana precedente, e dieci punti rispetto alle ultime elezioni. Comunque vada, i cristianosociali, per la prima volta dopo mezzo secolo, non potranno più governare da soli. Perde un punto anche l’Afd, al 13,7, ma crolla l’Spd sotto il 12. E in tutto il paese avanzano le estreme a destra e a sinistra mentre gli storici partiti popolari, Cdu-Csu e Spd sono finiti in un vicolo cieco.

28 agosto 2018