Ottanta anni fa, il 27 aprile, il grande intellettuale comunista moriva nella Clinica Quisisana di Roma a causa di un’emorragia cerebrale che l’aveva colpito due giorni prima: «il giorno stesso in cui il giudice di sorveglianza del Tribunale di Roma», ricorda il professor Giuseppe Vacca, «gli aveva comunicato che, terminato il periodo della libertà condizionata, veniva sospesa ogni misura di sicurezza nei suoi riguardi.».

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