L’Iran è un paese che affascina e al tempo stesso fa paura. Il fascino deriva dalla sua storia millenaria, dalla sua civiltà e dalla raffinatezza delle sue espressioni artistiche e culturali. La paura è provocata dall’atteggiamento dei suoi dirigenti politici più estremisti. Le dichiarazioni minacciose e antisemite dell’attuale presidente Mahamoud Ahmadinejad e i programmi di ricerca in campo nucleare, che potrebbero consentire all’Iran di produrre la bomba atomica, inquietano la comunità internazionale.

di Roberto Zichitella

L’Iran è un punto caldo del pianeta, tra l’altro proprio ai confini del focolaio iracheno. Il mondo si trova dunque a fare i conti con l’Iran. Un ottimo strumento per conoscere storie e dinamiche del paese è il libro L’atomica degli ayatollah, edito da Nutrimenti. Lo hanno scritto il giornalista Vincenzo Maddaloni (testimone diretto della caduta dello scià nel 1979, per anni inviato e poi corrispondente da Mosca di Famiglia Cristiana) e lo studioso iraniano Amir Modini. Il libro si divide in due parti. La prima è una densa e documentata analisi delle vicende storiche, politiche, religiose ed economiche che hanno contraddistinto la storia dell’Iran. “Il fattore che determina l’importanza dell’Iran nel panorama politico mondiale”, scrive Maddaloni, “non è soltanto la posizione geografica, ma soprattutto la sua estensione culturale”. L’Iran è punto d’incontro di grandi civiltà e al tempo stesso ha straordinarie riserve di petrolio e gas naturale, riserve che oggi fanno gola soprattutto a paesi in crescita e affamati di energia come Cina e India. “Il polo geopolitico che riuscirà ad allearsi con l’Iran diventerà la superpotenza del futuro”. Di particolare interesse le pagine sulla religione. Non c’è solo un’analisi dell’Islam sciita degli ayatollah, ma anche una riflessione sul confronto tra la religione islamica e il cristianesimo (“Un confronto”, si augura Maddaloni, “che non deve mai diventare scontro di civiltà”). Viene anche ripresa un’interessante analisi che nel 1992, in un libro delle Paoline, l’allora cardinale Ratzinger fece sul fondamentalismo religioso. La seconda parte del volume presenta due conversazioni tra Maddaloni e Modini. Si tratta di un originale confronto tra un cristiano e un musulmano che discutono, anche dissentendo, su politica e religione. L’auspicio finale di Maddaloni è che la vera atomica degli ayatollah sarebbe la nascita in Iran di un Islam illuminato, nutrito di una cultura democratica “fatta di libertà individuale e di libera intersezione tra politica e religione”.

11 giugno 2006