“Es ist 5 vor zwölf”, cioè mezzogiorno meno cinque, è un´espressione per dire che siamo sull´orlo della catastrofe. In Germania mancano sempre cinque minuti alle dodici, e non si rilassano

di  Roberto Giardina

BERLINO – Se un amico tedesco vi avverte “mancano cinque minuti a mezzogiorno”, e sono le otto di sera, o di mattina, o le cinque del pomeriggio, non è ammattito, o ha l´orologio guasto. Vi avverte che sta arrivando il diluvio universale, lo tsumani, l´apocalisse. Sempre folle? Lui direbbe prudente. “Es ist 5 vor zwölf”, cioè mezzogiorno meno cinque, è un´espressione per dire che siamo sull´orlo della catastrofe. In Germania mancano sempre cinque minuti alle dodici, e non si rilassano. Da noi, magari, mezzogiorno è passato da un quarto d´ora, nessuno se ne accorge, e vive tranquillo. Però, se il disastro arriva sul serio, loro sono pronti, e noi imprechiamo al destino.

Basta pensare al naufragio della “Concordia”. Non è vero, ovviamente, che solo a un capitano italiano poteva capitare, come ha scritto un giornalista dello “Spiegel online (vi assicuro che è stato l´unico). Ma su una nave teutonica avrebbero compiuto diligentemente le esercitazioni “in caso di naufragio”. E i passeggeri sarebbero stati contenti, in attesa del Titanic per controllare che tutto funzionava.

Walter Krämer, professore di economia e statistica all´Università di Dortmund, ha appena pubblicato il saggio “Die Angst der Woche” (Piper Verlag, 19,80 euro), la paura della settimana. Una traduzione approssimativa. In Angst c´è la radice di angoscia, qualcosa più di paura. I tedeschi per vivere devono sempre pensare di sopravvivere, non importa a che. Avere paura è inevitabile, raccomandabile, saggio. Inutile precisare che il libro è tra i più venduti della stagione, anche se si fa beffe della sindrome tedesca. Si ha anche paura di avere paura di una falsa paura.

Le angosce dei suoi connazionali, scrive il Professor Krämer, sono quasi sempre infondate, o largamente esagerate. Ricordate la “mucca pazza”? Un lettore ha scritto al suo giornale se si poteva infettare “stando seduto su una poltrona foderata di pelle di vitello”. Tempo fa, sono andato a cena con amici berlinesi. Ho ordinato risotto con i funghi. Lo fanno ottimo anche a casa di Frau Angela. “Bist du verrückt?”, sei mica matto, mi ha sgridato un amico. Non pensi a Chernobyl. E´avvenuto un quarto di secolo fa, gli ho risposto. Le radiazioni inquineranno i porcini almeno per un secolo,  e lui ha ordinato filetti di pangasius, pesce pescato nei mari d´Oriente. Non pensi al mercurio? l´ho messo in guardia. Hai ragione, mi ha ringraziato, e ha preferito una caprese. Ho lasciato perdere le mozzarelle blu, per non rovinare la cena.

E´anche colpa nostra, dei giornalisti, accusa Krämer. Ogni settimana, come dice il suo titolo, i giornali mettono in guardia contro un pericolo. Le fragole italiane non abbastanza biologiche, o l´EHEC, il virus letale che provocò panico l´anno scorso: colpa dei pomodori spagnoli, o dei cetrioli, dell´insalata polacca? Da un giorno all´altro non si trovò una foglia di lattuga, o una melanzana, nei supermarket. E diverse fattorie spagnole fallirono prima che fosse provata la loro innocenza.

Quantità infinitesimali di qualsiasi cosa si trova in ogni prodotto, grazie ai modernissimi sistemi di analisi. Stricnina nelle caramelle? Basta cercarla e la troverete. Ma, avverte Krämer, non si aggiunge che bisognerebbe divorare una tonnellata di bonbon per correre un minimo rischio. La paura della settimana è stata trovata, e tutti sono soddisfatti.

Una nevrosi che spiega il comportamento della Merkel nella crisi dell´euro. La signora non odia greci, spagnoli o noi italiani. Ha paura di essere infettata dal virus dell´inflazione. Qualche ragione magari ce l´ha Frau Angela, dopo due disastrose inflazioni nel secolo scorso, quando ai tempi di Weimar un uovo costava un milione di Reichsmark a colazione, e un miliardo a cena, dodici miliardi il giorno dopo. Come proteggi i tuoi soldi? mi ha chiesto il solito amico berlinese. “Non ci penso, li spendo.” Mi ha guardato male. Tutta colpa mia, la crisi, l´inflazione. Non mi rendevo conto che mancano cinque minuti a mezzogiorno? Quasi l´ora di andare a pranzo. La prudenza eccessiva rovina l´appetito, e la vita.

15 marzo 2012