In Gran Bretagna (17 maggio) è appena uscito, il 17 luglio lo sarà in America,  e già  Poetry of the Taliban, edito da Hurst and Co, è diventato un ‘caso editoriale’

 E’ una raccolta, con la traduzione in inglese, di 240 componimenti trascritti dal sito web Taliban dove gli autori, sia noti che anonimi, appartenenti al movimento fondamentalista islamico danno voce alle proprie emozioni. Di certo non mancano i versi sulla battaglia e la guerra, o quelli di propaganda, spesso pieni di sfida e scherno verso i nemici stranieri e i loro alleati afghani guidati dal presidente Karzai.

 Sebbene la maggioranza siano poesie d’amore attinte dalla tradizione poetica afghana, in particolar modo dal diciassettesimo secolo, come si può ben immaginare un materiale così pregno di attualità non poteva che destare sconcerto! L’ex comandante brittanico Richard Kemp ha definito l’antologia in questione un’”opera di propaganda” di un gruppo di “fascisti, teppisti assasini che sopprimono le loro donne, ammazzano persone senza pietà se non sono d’accordo con loro e che inoltre hanno ucciso i nostri soldati“.

 A questa accusa Alex Strick van Linschoten, uno dei due curatori dell’antologia poetica, ha risposto molto acutamente paragonando l’opera a Heroes: 100 Poems from the New Generation of War Poets, raccolta di poesie di militari britannici pubblicata lo scorso anno dalla casa editrice Ebury Press, e affermando che “La poesia mostra che i Talebani sono persone proprio come noi, con sentimenti, preoccupazioni e ansie come le nostre. Proprio come  c’è un soldato che dice addio a sua madre in Heroes, così c’è un Talebano che saluta sua madre prima di andare a combattere. Questa è l’universalità delle esperienze“.

Un esempio tratto dalla raccolta:

Condolences of Karzai and Bush

Karzai:
O hello, my lord Bush;
Now that you’ve gone, who did you leave me with?

Bush:
My slave, dear Karzai!
Don’t be upset; I am handing you over to Obama.

 

Karzai:
These words make me happy.
Tell me, how long will I be here?

Bush:
Karzai! Wait for a year;
Don’t come till I send someone else there.

Karzai:
Life is tough without you my darling;
I share in your grief: I am coming to you.

Bush:
As for death, we’ll both die;
Alas, we’ll be first and next.

Karzai:
Give me your hand as you go;
Turn your face as you disappear.

Bush:

Sorrow takes over and overwhelms me;
My darling! Take care of yourself and I will take care of myself.

Karzai:
Mountains separate you from me;
Say hello to the pale moon and I’ll do so as well.

—Author unknown

Dec. 18, 2008

22 maggio 2012