A Berlino ci accusano di essere machiavellici, promettiamo una cosa e ne facciamo un´altra. Noi, scambiamo la serietà teutonica per pesantezza, arroganza, desiderio di dominio.

di Roberto Giardina

A Berlino ci accusano di essere machiavellici, promettiamo una cosa e ne facciamo un´altra. Noi, scambiamo la serietà teutonica per pesantezza, arroganza, desiderio di dominio.A Berlino ci accusano di essere machiavellici, promettiamo una cosa e ne facciamo un´altra. Noi, scambiamo la serietà teutonica per pesantezza, arroganza, desiderio di dominio.

Tra Italia e Germania è un problema di lingua. Il nostro “ti amo” può anche durare per una serata al chiar di luna. Domani è un altro giorno. Il loro “Ich liebe dich”, significa amore per la vita nei giorni felici e in quelli infausti, quando lo spread scende e quando schizza in alto impazzito. Per questo non ci capiamo, e alla fine sospettiamo sempre l´uno dell´altro. A Berlino ci accusano di essere machiavellici, promettiamo una cosa e ne facciamo un´altra. Noi, scambiamo la serietà teutonica per pesantezza, arroganza, desiderio di dominio.

 Loro credono di essere coerenti e seri, e noi pensiamo di essere più svelti nel cogliere il mutare delle situazioni. Noi intendiamo un flirt, loro pensano al matrimonio.  Noi farfalloni inaffidabili, loro insopportabili pedanti. Frau Doktor Angela, laureata in fisica,  e il professor Monti, diploma alla Bocconi, vanno in sostanza d´accordo, il guaio è che conversano in inglese: non importa quanto bene lo sappiano, traducono sempre dall´italiano o dal tedesco. Il malinteso è assicurato. Loro ci dicono che stiamo sbagliando, e ci consigliano per il nostro bene. Noi la consideriamo un´inammissibile intromissione, e gridiamo al IV Reich.

Io non oso giocare in borsa, ma ho acquistato diverse copie dello storico “Spiegel” con il revolver sugli spaghetti fumanti, ed ho fatto un affare. Costavano nel luglio ´77 due marchi e 50, 500 lire, oggi valgono almeno 35 euro. Gli italiani non l´hanno perdonato, eppure tutti i dati erano esatti. Fu un oltraggio o un preciso reportage come quello pubblicato lunedì scorso? E che dire degli insulti rivolti alla Merkel da alcuni nostri quotidiani, e le vignette in cui la ritraiamo con i baffetti alla Hitler? Ma si sa, i prussiani non hanno il senso dell´umorismo.

Le mettiamo sui capelli biondi anche l´elmo chiodato alla Bismarck, altro esempio di malinteso. Per noi è un affronto, per loro un complimento, tanto che la “Bild” ne ha offerto uno a Mario Draghi, che fino ad ieri veniva considerato un esempio di virtù teutoniche. Le prime misure sociali in Europa furono prese dal Cancelliere di ferro. I pregiudizi positivi sono ancora più pericolosi. Noi siamo sempre convinti che la Germania sia un paese autoritario, dove chi ha il comando lo esercita come un dittatore.

Vero, piuttosto, il contrario. Giuseppe Vita è l´italiano, anzi il siciliano più stimato in Germania, gli affidarono la Schering, l´industria più importante di Berlino,oggi è presidente di Unicredito, e mi spiegò che mentre in Francia non si stima il direttore che si mostra democratico, in Germania il capo  è solo un primus inter pares. Deve sempre convincere la sua squadra di aver ragione, ma poi dopo anche i dissidenti collaborano con lui lealmente.  Monti ha consigliato alla Merkel di osare di più, di agire con maggior autonomia rispetto al Bundestag. E´ bastato per scatenargli gli attacchi di tutti i politici di Berlino. Il Parlamento qui è sacro. Il professore, e gli italiani con lui, pensano che la Merkel, la padrona d´Europa, possa tutto anche a casa sua. E se non agisce con determinazione è lenta e debole. Invece con accortezza e prudenza sta convincendo i suoi che non c´è alternativa all´Europa. I tedeschi si attendevano che gli amati italiani non li lasciassero soli. E si sentono traditi, ancora una volta.

Roberto Giardina, palermitano, vive a Berlino dove è corrispondente del Gruppo Monti (“La Nazione”, “Il Resto del Carlino”, “Il Giorno”) per la Germania e l’Europa dell’Est. È autore di saggi e romanzi, tradotti in tedesco, francese, spagnolo, tra cui Guida per amare i tedeschiBiografia del Deutsche Mark,Complotto RealeIn difesa delle donne rosse.

Vauro Senesi (Pistoia, 1955) è un disegnatore italiano. Ha diretto il settimanale satirico Boxer e collabora regolarmente con diversi giornali italiani, tra cui il Manifesto e il Corriere della Sera. Impegnato nel sociale, lavora con l’ong Emergency e con PeaceReporter.net.

7 agosto 2012