A far fuori David Petraeusm  il capo della Cia non è stata una segretaria, ma Paula Broadwell, la sua biografa, sempre al fianco mentre si lavora, in prima linea o in qualche hotel 5 stelle, qua o là
di Roberto Giardina

“Le amanti non sono pericolose per un agente segreto”, mi diceva Markus Wolf, che era stato il capo del controspionaggio della DDR, e a lui si ispirò Le Carrè per “La spia che venne dal freddo”. Era un esperto, con un debole per le bionde, un po´mollig, come dire rotondette. “No, mi spiegò, bisogna stare in guardia dalle segretarie.” Infatti, lui inventò i Romeo, Spionen addestrati alla seduzione, e li mandava a Bonn a sedurle, quelle importanti, a fianco dei ministri.

Le mogli sanno tutto dei loro uomini, tranne i segreti che contano. Le amanti spesso non sanno nulla, e si illudono. Le segretarie tengono in pugno i loro capi, diceva Wolf, per gli amici “Mischa”, ne conoscono le debolezze, li lodano e li rassicurano, ne va del loro posto. Se diventano anche amanti, il loro potere è  micidiale. A far fuori il suo collega, David Petraeusm  il capo della Cia, battuta sempre sul campo, non è stata una segretaria, ma Paula Broadwell, la sua biografa, sempre al fianco mentre si lavora, in prima linea o in qualche hotel 5 stelle, qua o là. Simile abbastanza, con la moglie a migliaia di miglia.

Juliane Weber fu per anni la donna più potente della Germania. Nell´ombra.  Segretaria di Helmut Kohl, da quando era un oscuro deputato di provincia fino alla Cancelleria. La moglie Hannelore rimaneva a casa, in Palatinato, con i bambini. Juliane a Bonn, accanto a Helmut.  Hannelore sapeva, taceva, poi si uccise. Helmut si risposò, non con Juliane. Tanto, ormai era in pensione. Dobbiamo ricordare le segretarie nostrane, da Andreotti a Craxi, senza dimenticare Bersani. Signore fedeli, riservate über alles.

Lydia Deininger era la segretaria di Jürgen Schrempp, il capo della Daimler.Bruna, minuta, devota. Una notte, Jürgen si scolò a garganella una bottiglia di Chianti, si mise in spalla Lydia e caracollò per la scalinata di Trinità dei Monti. La foto finì sui giornali, divorzio, Lydia divenne Frau Schremmp. Lui 56 anni, lei 36, all´epoca. Johanna Bruhn era la segretaria di Herbert Quandt,  insostituibile, la sua ombra. Lo sposò nel 1960, a 31 anni, lui ne aveva 50. Oggi Johanna è vedova, grande azionista della BMW, una delle donne più ricche del mondo.

Elisabeth Beckmann non era segretaria, ma telefonista nel 1963 alla Bertelsmann, il colosso editoriale. A una festa di Natale, partecipa anche il proprietario Reinhard Mohn, 42 anni. Mentre si canta “White Christmas” e si beve vin brulé, nota la ragazza bionda e sottile, 22 anni. Comincia una storia da fotoromanzo. Lui è sposato con figli, ordina a un redattore specializzato in libri per bambini di sposare Elisabeth. Per non dare scandalo. Loro attendono vent´anni che Reinahrd diventi vedovo per sposarsi. Oggi Elisabeth dirige, benissimo, la più grande casa editrice al mondo. Elfriede Riewerts, bionda e sottile come Elisabeth, diventa la bambinaia dei figli di Axel Springer, il fondatore della “Bild”, l´editore più temuto di Germania. Sarà la sua quarta moglie. Rimasta vedova, ha difeso l´impero di Axel, che rischiava di venir smembrato e conquistato, oggi a settant´anni lo dirige con saggezza. Sempre nell´ombra.

Perfino Angela Merkel, se vogliamo: non proprio una segretaria, ma era l´assistente di Lothar de Maizière, l´ultimo capo della Germania Est, quando cadde il “muro”. Ora è  la prima donna di Germania, d´Europa, la donna più potente del mondo. Laureata in fisica, aveva le doti di una brava Sekräterin: non farsi notare, e soprattutto non lasciar capire al capo, che si è meglio di lui.

13 novembre 2012