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Juan Cole

Juan Cole

di Juan Cole

Contrariamente a quanto denunciano fanatici come Bill Maher, i musulmani non sono più violenti dei popoli di altra religione. Le percentuali di omicidi nella maggior parte del mondo musulmano sono molto basse in confronto con gli Stati Uniti.

Quanto alla violenza politica i popoli di ascendenza cristiana hanno fatto fuori decine di milioni di persone nelle due guerre mondiali e nella repressione coloniale del ventesimo secolo. L’enorme carneficina non si verificò perché i cristiani europei erano peggiori o diversi dagli altri esseri umani, ma perché furono i primi a industrializzare la guerra e a perseguire un modello nazionale. A volte si sostiene che non agirono in nome della religione, bensì del nazionalismo. Ma, in realtà, la tesi è molto ingenua. Religione e nazionalismo sono interconnessi. Il monarca britannico è capo della Chiesa d’Inghilterra e ciò ha significato qualcosa, almeno nella prima metà del ventesimo secolo. La chiesa svedese è una chiesa nazionale. La Spagna? Davvero non era legata al cattolicesimo? La Chiesa e i sentimenti di Francisco Franco nei suoi confronti non ebbero alcun ruolo nella guerra civile? E, tanto per non far differenze, gran parte della violenza musulmana è anch’essa mossa da forme di nazionalismo moderno.

Immagino che i musulmani non abbiano ucciso più di due milioni di persone, o giù di lì, per violenza politica nell’intero ventesimo secolo e ciò prevalentemente nella guerra Iran-Iraq del 1980-1988 e nelle guerre sovietiche e post-sovietiche in Afghanistan, delle quali gli europei hanno qualche colpa.

Si confronti tale cifra con il conto europeo cristiano di, oh, diciamo cento milioni (16 milioni nella prima guerra mondiale, 60 milioni nella seconda – anche se in parte attribuibili ai buddisti in Asia – e milioni di altri nelle guerre coloniali).

Il Belgio … sì, il Belgio della birra color fragola e del pittoresco castello di Gravensteen – conquistò il Congo e si stima abbia ucciso nel tempo metà dei suoi abitanti, almeno circa otto milioni di persone.

O, tra il 1916 e il 1917, le forze zariste,  di fronte alla rivolta di Basmachi dei centro-asiatici che cercavano di cacciare il dominio cristiano europeo … le forze russe uccisero, si stima,  circa 1,5 milioni di persone. Due ragazzi cresciuti o nati in uno di quei territori (Kirgikistan) hanno appena ucciso quattro persone e ne hanno ferite gravemente altre. Ciò è orribile, ma nessuno, in Russia o in Europa o nell’America del Nord ha la minima idea che i centro-asiatici siano stati uccisi in masso durante la prima guerra mondiale e saccheggiati di gran parte della loro ricchezza. La Russia era all’epoca un impero cristiano ortodosso orientale (e sembra che stia riemergendo come tale!).

Poi tra il mezzo milione e un milione di algerini sono morti nella guerra d’indipendenza di quel paese dalla Francia, 1954-1962, in un periodo in cui la popolazione era di soli undici milioni! Potrei continuare a lungo. Dovunque si scavi nel colonialismo in Africa e Asia ci sono cadaveri. Moltissimi cadaveri. Ora che ci penso, forse cento milioni di uccisi da persone di ascendenza cristiana europea nel ventesimo secolo sono una sottovalutazione.

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Quanto al terrorismo religioso, anch’esso è universale. In effetti alcuni gruppi impiegano il terrorismo come tattica a volte più di altri. I sionisti, durante il mandato britannico in Palestina, furono attivi terroristi negli anni ’40, da un punto di vista britannico, e nel periodo 1965-1980 l’FBI considerò la Lega di Difesa Ebraica [Jewish Defense League o JDL) uno dei gruppi terroristici statunitensi più attivi (suoi membri a un certo punto complottarono per assassinare il deputato Darreell Issa (Repubblicano della California) per le sue origini libanesi). Ora che i nazionalisti ebrei stanno in larga misura avendo via libera, il terrorismo tra di loro è diminuito. Ma probabilmente riemergerebbe se smettessero di avere successo. In effetti una delle tesi offerte dai politici israeliani per il loro consenso al mantenimento delle terre palestinesi da parte degli occupatori israeliani che le hanno usurpate nella West Bank è che tentare di riportarli indietro produrrebbe violenza. Cioè i coloni non solo terrorizzano concretamente i palestinesi, ma costituiscono una minaccia terroristica per lo stesso Israele (come scoprì lo scomparso primo ministro Yitzhak Rabin).

Ancor più recentemente, è difficile per me vedere grande differenza tra Tamerlan Tsarnaev e Baruch Goldstein, il responsabile del massacro di Hebron.

Oppure ci sono stati gli attentati dinamitardi a sangue freddo contro l’enclave di Ajmer in India da parte di Bhavesh Patel e di una banda di nazionalisti hindu. E’ raggelante che siano stati disturbati quando una seconda bomba che avevano piazzato non è esplosa, cosicché non hanno seminato il caos che avrebbero voluto. Ajmer è un luogo sacro ecumenico sufi visitato anche dagli hindu, e questi fanatici hanno voluto arrestare una così tollerante condivisione di spazi spirituali, perché odiano i musulmani.

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Anche i buddisti sono stati responsabili di un mucchio di terrorismo e di altre violenze. Molti degli ordini Zen del Giappone hanno appoggiato il militarismo nella prima metà del ventesimo secolo, cosa per cui successivamente i loro leader si sono scusati. E ci fu la campagna di omicidi di Inoue Shiro nel Giappone degli anni ’30. Oggi monaci buddisti militanti in Birmania/Myanmar sollecitano una campagna di pulizia etnica contro i Rohingya.

E quanto ai cristiani, l’Esercito di Resistenza del Signore in Uganda ha avviato ostilità che hanno cacciato due milioni di persone. Anche se è un culto africano, è di origine cristiana ed è il risultato della predicazione dei missionari cristiani occidentali in Africa. Se i predicatori wahhabiti sauditi possono essere incolpati in parte per i talebani, perché i missionari cristiani svicolano quando consideriamo i contraccolpi dai loro allievi?

Nonostante il numero molto elevato di musulmani europei, nel 2007-2009 meno dell’un per cento degli atti terroristici in quel continente è stato commesso da persone di quella comunità.

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Il terrorismo è una tattica di estremismo interna a ogni religione e alle religioni laiche del marxismo o del nazionalismo. Nessuna religione, Islam compreso, predica la violenza indiscriminata contro gli innocenti.

Ci vuole un tipo speciale di cecità per considerare “buona” l’eredità cristiana dell’Europa e intrinsecamente violenta quella mussulmana, considerato il pedaggio di morti del ventesimo secolo che ho citato più sopra. Gli esseri umani sono esseri umani e la specie è troppo giovane e troppo interconnessa che per essersi differenziata molto da gruppo a gruppo. Le persone ricorrono alla violenza per ambizione o per protesta e quanto più esse sono potenti, tante più violenze sembrano commettere. La buona notizia è che il numero di guerre sta scemando con il tempo e la seconda guerra mondiale, il più grande ossario della storia, non si è ripetuta.

Traduzione di Giuseppe Volpe per Z NET   

Fonte: Juancole.com – Titolo originale : Terrorism and the other Religions

28 aprile 2013