Reuters riferisce che a Istanbul nella notte un manifestante ha guidato una escavatrice verso la polizia, aprendo la strada al passaggio di altri manifestanti. Gli scontri sono stati particolarmente violenti e hanno causato il ferimento di decine di persone. Diversi locali commerciali della zona, più che altro negozi e ristoranti, sono stati utilizzati per raccogliere i feriti e per dare loro le prime cure. Non ci sono cifre ufficiali, ma si stima che da venerdì a oggi siano state curate negli ospedali circa 484 persone.

Infatti, nella notte tra domenica 2 e lunedì 3 giugno sono continuati gli scontri e le proteste contro il governo in numerose città della Turchia. Diversi gruppi di manifestanti si sono scontrati contro la polizia, che ha risposto con il lancio di lacrimogeni e utilizzando gli idranti. Alcune sedi del Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (AKP), di cui è presidente il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan, sono stati incendiati. Oltre 1700 persone sono state arrestate in 67 diverse città del paese: molte di queste sono state rilasciate dopo poche ore, in seguito a una serie di accertamenti.

Secondo diversi giornali e agenzie di stampa, l’ultima notte è stata la più violenta in buona parte della Turchia da quando sono iniziate le proteste tre giorni fa. A Istanbul le principali violenze si sono verificate nel quartiere di Besiktas. Centinaia di manifestanti hanno costruito barricate con ciò che hanno trovato per strada, confrontandosi per diverse ore con la polizia. Poco distante, gli agenti si sono dati da fare per mantenere isolato l’ufficio del primo ministro Erdogan, uno degli obiettivi della protesta.

Le proteste a Istanbul erano iniziate in seguito all’avvio di un cantiere per costruire un centro commerciale in uno degli ultimi grandi parchi della città. Nei giorni seguenti la manifestazione è diventata maggiormente politica e di generale protesta contro il governo di Erdogan, accusato di essere poco democratico. La maggior parte dei manifestanti è costituita da giovani ragazzi, quasi tutti appartenenti alla classe media. Accusano il governo di avere avviato una progressiva islamizzazione del paese.

3 giugno 2013