di Vincenzo Maddaloni –   written specially for  LINCHIESTA 

Proteste in Pakistan contro i bombrdamenti con i droni

Proteste in Pakistan contro i bombardamenti con i droni

E’ stata tutta improntata all’ottimismo la conferenza stampa di fine anno del presidente degli Stati Uniti Barack Obama. «La guerra in Afghanistan sarà finita. Grazie ai nostri soldati in tutto il mondo, siamo più sicuri», ha sottolineato il capo della Casa Bianca facendo riferimento anche alle prospettive di un’intesa con l’Iran.

Sembra che la presenza delle truppe statunitensi in Afghanistan diminuirà da 105.000 soldati a novemila in base al piano della Casa Bianca, benché il Pentagono ne avesse previsti il doppio. Le forze speciali americane continueranno – a un ritmo più lento – a sfondare le porte delle case alla ricerca dei possibili terroristi fino all’anno 2024, sebbene Obama, abbia assicurato che esse se ne andranno molto prima. Ma se facile è promettere, meno facile è rinunciare a quei quattro miliardi di dollari annuali di finanziamenti occidentali che non arriverebbero senza una presenza militare americana che li giustifichi. Si tenga a mente poi, che la Casa Bianca ha promesso di “far esaurire” questa orribile guerra, non di ritirare del tutto le truppe e di smantellare le basi. Perché Obama e il Pentagono non possono permettersi di apparire “perdenti” in Afghanistan altrimenti non soltantoverrebbero meno gli aiuti occidentali, ma ci sarebbero ripercussioni gravi nella politica interna.

Infatti, la popolarità di Obama è già al minimo storico. Secondo la consueta indagine Cnn-Orc International, è al 41 per cento, in linea con il minimo storico toccato nel mese di novembre scorso. Il 56 per cento degli americani disapprova l’operato del Presidente. Ad accrescere i malumori è stata la notizia che a partire dal primo di gennaio i dipendenti pubblici vedranno aumentare dell’1,3 per cento i contributi da versare di tasca propria ai loro piani pensionistici, dopo che negli ultimi anni hanno già dovuto subire, tra l’altro, il congelamento delle retribuzioni e svariati giorni di congedo obbligato non pagato. Inoltre, per i militari in pensione è previsto un nuovo metodo di calcolo per l’adeguamento dei loro assegni al costo della vita, con un risparmio per le casse federali pari a 6 miliardi di dollari.

Naturalmente ci sono i veterani e i costi crescenti delle loro cure ospedaliere. Secondo ABC World News: «In dieci anni, a partire dagli attacchi terroristici al World Trade Center dell’11 settembre 2001 all’ agosto 2011 sono stati inviati 2.333.972 militari americani in Iraq e in Afghanistan e nei paesi a loro vicini.». Questi duemilioni e trecentomila veterani hanno, e avranno, diritto a molte sovvenzioni per tutta la durata del la vita, a cominciare dall’assistenza sanitaria. Malauguratamente la crisi economica e monetaria degli Stati Uniti ha ridotto i fondi.

Sempre secondo ABC World News, tra il 2002 e il terzo trimestre del 2013, 711.986 veterani sono ricorsi all’ assistenza sanitaria della Veterans Administration . La quale ha già fatto sapere che non è più in grado di far fronte a tutte le richieste. Su come trovare nuovi fondi per tamponare il collasso economico in cui la Nazione versa, i repubblicani voterebbero per l’aumento delle tasse proposto dai democratici, soltanto se il partito di Obama “ taglierà” i servizi sociali. Se così non fosse – essi sotengono – i programmi militari non potrebbero beneficiare di quei 63 miliardi di dollari che il governo potrà spendere fino al 2015.

I Paesi sono “pezzi di una scacchiera su cui si gioca la grande partita per il dominio del mondo“, ha scritto Lord Curzon, viceré dell’India nel 1898; da allora non è cambiato nulla. Se non la tecnologia per giocare la partita, che deve tener conto anche delle casse dello Stato. Infatti, negli ultimi dieci anni, gli statunitensi si sono concentrati sulla progettazione e costruzione in serie di aerei da ricognizione (UAV), chiamati droni. Questi velivoli utilizzano una tecnologia aerospaziale meno costosa di quella dei caccia, con rischio zero per chi la usa. I droni si sono dimostrati estremamente efficaci proprio in virtù della superiorità tecnologica degli Stati Uniti che assicura la sicurezza informatica, dato che gli Stati Uniti hanno un proprio, sclusivo centro di comando, oltre a quelli dislocati nelle mille basi militari intorno al mondo.

Infatti,la Casa Bianca non ha mai spiegato pubblicamente come funzionano questi attacchi. Il blogger James Bridle sta provando a farlo sul sito (basta cliccare per credere) Dronestagram, che mette insieme i dati del Bureau e alcune immagini prese da Google maps per mostrare i luoghi dove si sono svolte le operazioni condotte con i droni negli ultimi anni. Non c’è dubbio che stando così le cose il ciclo della guerra e della distruzione continuerà per generazioni . Tutti i giorni, Natale incluso. 

21 dicembre 2013