Oggi, sabato 5 aprile, si è votato in Afghanistan per eleggere il nuovo presidente che andrà a sostituire Hamid Karzai, eletto per la prima volta nel 2004 ma di fatto in carica dalla fine del 2001, dopo la caduta del regime dei talebani. C’è stata una grande affluenza – hanno votato più di 7 milioni di persone – e anche qualche ritardo, causato dall’esaurimento imprevisto delle schede elettorali, riporta Reuters. Ci sono state violenze, ma anche buone notizie per le donne in politica.

Un gruppo di donne attende di potersi registrare per votare alle elezioni presidenziali a Kabul, 1 aprile 2014. (AP Photo/Anja Niedringhaus)

Un gruppo di donne attende di potersi registrare per votare alle elezioni presidenziali a Kabul, 1 aprile 2014. (AP Photo/Anja Niedringhaus)

Per la prima volta nella storia dell’Afghanistan, una donna – Habiba Sarobi, ex governatrice della provincia centrale afghana di Bamian – potrebbe diventare vicepresidente del paese. Come ha raccontato il New York Times, gli afghani sono rimasti piuttosto sorpresi dalla campagna elettorale di Sarobi, che non si è limitata a sostenere la figura del candidato presidente a cui si è legata, Zalmay Rassoul, ma ha tenuto comizi particolarmente energici che hanno ampliato il suo consenso. Secondo alcuni osservatori, Sarobi avrebbe avuto le caratteristiche adatte per provare a diventare presidente, ma al momento della registrazione dei candidati aveva 39 anni, un anno in meno dell’età minima richiesta dalla legge per partecipare alle presidenziali.

La deputata Shukria Kaihan in posa sotto a un dipinto nel parlamento afghano a Kabul, 26 marzo 2014 (AP Photo/Anja Niedringhaus)

La deputata Shukria Kaihan in posa sotto a un dipinto nel parlamento afghano a Kabul, 26 marzo 2014  (AP Photo/Anja Niedringhaus)

Alle elezioni di oggi saranno circa 300 le donne candidate per ottenere un seggio ai consigli provinciali, anche in zone dove la presenza dei talebani è molto forte. Negli ultimi mesi, inoltre, le mogli dei candidati nazionali più importanti hanno partecipato attivamente ai comizi elettorali dei rispettivi mariti, una cosa per nulla comune nella politica afghana. In generale, la maggior parte degli undici candidati alle presidenziali si sono spesi a un certo punto della loro campagna elettorale a sostenere alcuni temi importanti per le donne.

Un gruppo di donne attende di potersi registrare per votare alle elezioni presidenziali a Kabul, 1 aprile 2014. (AP Photo/Anja Niedringhaus)

Un gruppo di donne attende di potersi registrare per votare alle elezioni presidenziali a Kabul, 1 aprile 2014. (AP Photo/Anja Niedringhaus)

Questa tendenza è una novità della società tradizionale afghana, visto che la maggior parte dei personaggi pubblici uomini, come l’attuale presidente Hamid Karzai, mantiene le loro mogli isolate dalla vita pubblica (sembra che la moglie di Karzai sia talmente poco conosciuta che possa fare shopping senza guardie del corpo). Altri dati però non sembrano essere così incoraggianti: le donne registrate per votare, per esempio, sono circa il 35 per cento di tutte le donne afghane con diritto di voto, una percentuale praticamente uguale a quella delle ultime elezioni.

5 aprile 2014