“Lo vidi dal balcone e lo fotografai” raccontò Jeff Widener, l’autore dello scatto simbolo di piazza Tienanmen che entrerà nella Storia
di Roberto Giardina

La storica foto Jeff Widener di piazza Tienanmen

La storica foto Jeff Widener di piazza Tienanmen

UNA FOTO che fa la storia, e le storie di quattro giovani quel giorno di 25 anni fa a Tienanmen. Un uomo minuscolo, fragile, immobile contro un panzer, l’immagine diventata il simbolo del coraggio individuale, della dignità umana che non può essere schiacciata dalla violenza. Sulla piazza di Pechino nel giugno del 1989 vinse la repressione della dittatura, ma la Cina cominciò a cambiare. Jeff Widener, il fotografo, nato a Long Beach in California, avrebbe compiuto 33 anni ad agosto. Nel 1987 l’Associated Press l’ha inviato nel sud est asiatico, a Bangkok.. «Il posto di Jeff Adams», è definito in gergo giornalistico, dal nome del fotografo che ha scattato le celebri foto dal Vietnam. «Volai in prima classe, ricorda, l’agenzia era generosa per chi svolgeva un lavoro pericoloso».

ARRIVANO le notizie da Pechino, è impossibile ottenere un visto giornalistico. Jeff scova una piccola agenzia turistica gestita da una famiglia malese: sono disposti ad aiutarlo. Andrà a Pechino da turista, all’aeroporto riesce a nascondere i suoi apparecchi. È un rischio grave: se scoperto non avrà alcuna tutela. Trova una camera al Jangao Hotel a due miglia da Tienanmen. Affitta una bicicletta, e pedala tra soldati e dimostranti. Una grossa pietra lo colpisce al petto, ma la macchina fotografica che porta a tracolla gli salva la vita. «Attutì il colpo — racconta — persi l’apparecchio ma me la cavai con un livido». Jeff raggiunge con i suo apparecchi l’hotel Beijing, si rifugia nella hall. «Hey Joe», lo saluta un giovane, in jeans e maglietta, chiaramente un americano.

«CHE FAI QUI? Sei un turista?», chiede Jeff. Kirk Martsen, è uno studente, abita nell’hotel. Pochi minuti prima i militari, racconta, hanno ucciso alcuni ospiti stranieri dell’albergo nella strada innanzi al Bejing. «Per poco non ci restavo anch’io. Vieni con me, dalla mia stanza si vede tutto». Sta al sesto piano. Jeff piazza i suoi apparecchi sul balconcino, la piazza è a ottocento metri. «Avevo un teleobiettivo molto potente». Il cinque giugno, il fatto non avviene proprio sulla piazza ma sul largo viale che conduce a Tienanmen, la Changan Avenue, che scorre da est a ovest al margine della Città Proibita. «I carri armati avanzano in una lunga fila — ricorda Jeff — a un tratto compare quel ragazzo. Che ci fai lì, penso tra me, togliti, vattene via, mi rovini l’inquadratura. Lui si ferma in mezzo alla strada, davanti ai panzer che avanzano». Jeff lo inquadra nel teleobiettivo: è piccolo, fragile, indossa una maglietta bianca e calzoni neri, tiene due sacchetti di plastica in mano, come se venisse dal supermercato. Il ragazzo gesticola con i sacchetti contro il carro armato, che cerca di aggirarlo, ma lui si sposta sempre, a destra e a sinistra per bloccarlo. Il carro armato si ferma. Spegne il motore. Un solo uomo ha vinto contro una colonna corazzata. Jeff scatta le immagini che entreranno nella storia.

DALLA TORRETTA esce il carrista, conversa a lungo con il ragazzo. Alla fine giungono due uomini vestiti di blu che trascinano via il ribelle. Chi sono? Uomini della polizia segreta, secondo alcune versioni. Secondo altri, il giovane sarebbe stato messo in salvo da alcuni civili. Che fare ora? Jeff è prigioniero nell’hotel. «Te la senti di portare il rullino alla nostra ambasciata? Lì troverai un responsabile dell´Associated Press», chiede a Kirk. È un’impresa che gli potrebbe costare la vita. Lo studente dice di sì. «Dal balcone lo vidi inforcare la bicicletta, e cominciare a pedalare a fatica. Per forza, aveva i miei rullini nascosti nelle mutande». Ma Kirk raggiunse l’ambasciata.

L’IDENTITÀ del giovane di Tienanmen è sempre sconosciuta, come la sua sorte. Secondo alcuni si sarebbe chiamato Wang Weilin, e avrebbe avuto 19 anni. Si può sperare che sia sfuggito alla polizia. Nell’aprile del 98, la rivista Time ha incluso «il ribelle sconosciuto» tra gli uomini più importanti del XX secolo. Fu il quarto protagonista della storia, il carrista, a finire davanti alla corte marziale: venne condannato a morte tre settimane dopo, per aver fermato il suo panzer. La foto fu scattata con una Nikon, con un tele da 300 mm., e su pellicola Fuji. Jeff non ha più incontrato Kirk. Vent’anni dopo per l’anniversario di Tienammen, è tornato a Pechino, ha conosciuto una giovane insegnante tedesca, Corinna, l’ha sposata. Oggi vive ad Amburgo.

1 giugno 2014