Il referendum sull’indipendenza della Scozia è stato vinto dai no: la Scozia resterà quindi nel Regno Unito. Il quesito a cui gli elettori e le elettrici hanno risposto è stato: “Siete d’accordo che la Scozia diventi una nazione indipendente?”.L’affluenza è comunque un record: 4.285.323 scozzesi – il 97% per cento degli aventi diritto – si sono registrati per votare sì o no all’indipendenza.

Referendum Scozia

di Vincenzo Maddaloni

L’ex ministro degli esteri britannico David Miliband, che vive in Usa ed è fratello del leader laburista, Ed Miliband, in un tweet ha dichiarato che «è meraviglioso sentire che  il novanta per cento e passa(degli scozzesi) ha votato per il referendum.

Gli scozzesi ci hanno dato una lezione di democrazia». A questo punto Alex Salmond, Primo ministro scozzese e  segretario del  Scottish National Party,  il Partito Nazionale Scozzese, (SNP), promotore del referendum, dovrebbe dimettersi? Credo proprio di no, poiché egli ha ottenuto  gli stessi risultati (se non maggiori) di quelli conseguiti con la  la vittoria elettorale dell’SNP alle politiche del 2011.

Naturalmente ha avuto tutti contro. Non soltanto i politici britannici, ma anche la comunità internazionale ha minacciato la Scozia in tutti i modi, dalla mancanza di un supporto per la moneta alla non ammissione nell’Unità Europea.

E’ stata tirata in ballo persino la bandiera.  La perdita dellaUnion Jack qualora la Scozia votasse a favore dell’indipendenza non avrebbe solo un grande impatto emotivo perché  «la Union Jack è anche un simbolo di solidità e fiducia nel mondo degli affari: aiuta le società britanniche a commerciare all’estero e trovare porte aperte», aveva scritto l’Independent.

E ci si è messa di mezzo pure la regina Elisabetta col suo bonficchiante, “Spero che la gente penserà con molta attenzione al futuro”. Frase pronunciata, secondo Times e Telegraph, dalla sovrana alla folla di fronte alla chiesa di Crathie Kirk, non lontano dalla tenuta reale di Balmoral in Scozia, dopo la consueta funzione domenicale a cui partecipa la regina.

Certamente il primo ministro Cameron dovrà mantenere tutte le promesse della campagna elettorale, altrimenti un nuovo referendum porterà alla vittoria automatica del sì. A Glasgow, la più popolosa città della Scozia dove i “Sì” hanno ottenuto la maggioranza, vigilano attenti che i patti siano rispettati.

19 settembre 2014