In questi giorni si pensa che l’espressione “miti della guerra” significhi sciocchezze del tipo che la guerra ci salverà, oppure che i civili non verranno uccisi, o che i bombardamenti chirurgici uccideranno più nemici di quanti ne provocano, o che la prosperità e la libertà seguiranno la guerra, ecc.
di David Swanson   ulisseMi chiedo però se i “miti della guerra” non dovrebbero essere presi più alla lettera, se di fatto non abbiamo un gruppo di persone che fanno la guerra e che credono di essere Ulisse.

Ricordate Ulisse, il grande eroe greco che ha fatto un sacco di imprese eccitanti nel suo viaggio di ritorno a casa da Troia e che ha cacciato a calci dalla sua casa di Itaca un mucchio di spasimanti di sua moglie rimasta sola, quando è tornato?

Ebbene, Ulisse in realtà non li ha presi a calci, è vero? Vi ricordate che cosa è successo veramente? Ulisse avrebbe potuto ordinare loro di uscire al suo ritorno. Potrebbe avere annunciato che si stava avvicinando e far sì che se ne andassero prima che lui arrivasse. Invece si è travestito ed è entrato a casa sua senza preavviso. Ha nascosto tutte le armi tranne quelle per lui, per suo figlio e per i servitori leali. Ha bloccato ogni porta senza farsi accorgere. Gli spasimanti erano disarmati e in trappola quando Ulisse ha rivelato chi era e ha iniziato a ucciderli.

Gli spasimanti si sono offerti di fare di più che risarcirlo di quello che avevano rubato nella sua casa, di chiedergli scusa, e di cercare di sistemare le cose. Ulisse, che aveva una dea che gli assicurava che riuscisse bene in ogni dettaglio, ha declinato tutte le offerte e ha ucciso ogni uomo, tranne quelli che suo figlio gli ha detto che erano leali. Ha decapitato. Ha torturato. Ha smembrato i corpi. Ha tagliato le facce e ha eliminato organi e ha dato da mangiare pezzi di uomini ai cani.

E poi, vedendo che aveva questo momento di magnifica furia omicida, ha chiesto al capo dei servitori di sua moglie se qualcuna delle serve era stata irrispettosa o se si era comportata male in qualche modo. Quelle che lo erano state, sono state identificate subito e Ulisse le ha uccise immediatamente

E’ c’è stata una graziosa scena di ricongiungimento con sua moglie e tutti vissero per sempre felici e contenti, giusto?

Ebbene, in realtà c’è un pezzo della storia che tendiamo a ignorare. Ulisse si è reso conto che la gigantesca pila di cadaveri nella sua casa aveva amici e parenti che avrebbero cercato vendetta nella stessa maniera barbara che lui aveva usato. E così la sua dea ha fatto l’incantesimo del perdono su tutti loro, e grazie a questo c’è stata la pace.

Ora, nel mondo del mito ci si potrebbe chiedere perché Atena non avesse fatto quell’incantesimo a Ulisse il giorno prima, avesse lasciato che gli spasimanti lo risarcissero e avesse evitato il bagno di sangue. Però, nel mondo della realtà, ci si deve chiedere se i nostri padroni della guerra credono che Atena aiuterà anche loro.

Si vendicano con brutalità giusta di vari dittatori che hanno avuto uno sbandamento nella loro lealtà, o di squadre della morte che hanno perduto la loro utilità, e il contraccolpo è prevedibile, presagito e tragico. Nessuna dea compare mai per fare l’incantesimo del perdono sugli amici e la famiglia delle vittime.

Coloro che sostengono la guerra, sanno che non c’è alcuna dea nella loro lotta, ma spesso cominciano a immaginare che l’altra parte troverà comprensione vedendo la giustezza della guerra contro di loro – sebbene io non creda che ci sia alcun esempio che questo accada realmente.

La propaganda bellica sostiene che l’altra parte parla soltanto la lingua della violenza, in modo che essa comunicherà all’altra le nostre lagnanze, le nostre sofferenze, la nostra indignazione giustificabile, e il nostro desiderio di pace. Ma, naturalmente, la violenza non è una lingua, neanche quando è vestita a festa con l’arte di Omero. Una lingua è una sostanza che in cui si può pensare. La violenza non può incarnare il pensiero, soltanto la fantasia.

La piccola guerra fortunata che tre anni fa ha trasformato la Libia in un inferno, è stata chiamata Alba dell’Odissea.

Sono stati molti mirabili suggerimenti per dare un nome alla più recente guerra di Obama:

Operazione Confusione duratura

Operazione Abbaglio che si estende

Operazione Liberazione dell’Iraq

Operazione Noi siamo indispensabili – Indovinate che cosa vi fa diventare

Operazione Disperazione costante.

Credo però che l’etichetta appropriata per una missione basata sull’idea di speciale bontà santa e di potere, l’idea che l’uccisione in massa di civili sia giustificata dallo sdegno per l’uccisione di civili, e l’idea che ognuno in seguito la perdonerà in modo che non peggiorerà proprio le cose, sia Operazione Macelleria di Ulisse.



Fonte : Warisacrime.org

Traduzione di Maria Chiara Starace per Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

13 ottobre 2014