Alexis Tsipras non dovrebbe faticare a trovare i due seggi che gli mancano in Parlamento. Il parlamento greco ha 300 seggi, quindi la maggioranza assoluta viene raggiunta con 151 seggi. Intanto la Troika (il gruppo di creditori  formato da Commissione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale) affila le armi. Duro il commento di  Jens Weidmann, presidente della Bundesbank. “La Grecia rispetti gli impegni”

Alexis Tsipras è diventato il nuovo premier greco, il più giovane degli ultimi 150 anni

Alexis Tsipras è diventato il nuovo premier greco, il più giovane (40) degli ultimi 150 anni

di Vincenzo Maddaloni

Alexis Tsipras  è diventato il nuovo premier greco, il più giovane ( 28 luglio 1974) degli ultimi 150 anni. Ma ha bisogno di un alleato che possa portargli qualche voto. E’  vicino l’accordo con gli Indipendenti di Anel, il movimento di destra greco contrario all’austerity, che già ha collaborato con Syriza per far saltare l’elezione del presidente della Repubblica. D’altro canto anche il leader di To Potami si è detto pronto all’appoggio esterno, benché il movimento non sia disponibile ad entrare nel governo. Nonostante sulla carta sia meno incomprensibile, anche la collaborazione con i comunisti del KKE (comunisti) è da escludere. Dimitis Kutsoumbas a spoglio ancora in corso ha detto che “con Tsipras non cambierà nulla” e che Syriza “continuerà le politiche di austerity”. 

Questo accade perché nonostante Syriza, il partito di sinistra di Alexis Tsipras, abbia stravinto le elezioni in Grecia, i dati reali assegnano alla coalizione di sinistra circa il 36,3%, contro il 27,8% (76 seggi) di Nuova Democrazia, secondo partito. Syriza ha ottenuto così 149 seggi su 300, due meno della maggioranza assoluta. A seguire, i neonazisti di Alba Dorata si sono affermati come terzo partito, con poco più del 6%, mentre To Potami (centrosinistra), Kke  e Pasok (socialisti), Anel (indipendenti) sono tutti tra il 4 e il 6%: avranno tra i 13 e i 17 seggi a testa. Tutti gli altri partiti non superano il 3%. Ultima nota: la percentuale complessiva dei votanti è stata intorno al 63,9 per cento.

Si tenga comunque a mente che Il sistema elettorale greco – che è proporzionale – prevede l’assegnazione di un premio di maggioranza per il primo partito, consentendogli così di ottenere la maggioranza assoluta dei seggi con una percentuale di voti tra il 36 e il 40 per cento (dipende da che risultati ottengono gli altri partiti): Syriza ci è andata vicinissimo, ma secondo gli analisti non dovrebbe faticare a trovare i due seggi che gli mancano in Parlamento. Il parlamento greco ha 300 seggi, quindi la maggioranza assoluta viene raggiunta con 151 seggi.

Ieri sera parlando a una folla di sostenitori davanti all’università di Atene, Tsipras ha detto che la sua vittoria «è la vittoria di tutti i popoli europei che lottano contro l’austerità» e che «la Grecia sta voltando pagina». «Il mandato del popolo greco oggi cancella in modo inequivocabile i promemoria con la Troika, rendendola una cosa del passato. Oggi non ci sono vincitori e vinti; gli sconfitti sono gli oligarchi, le élite. La vittoria è di chi lavora duro e spera», ha detto Tsipras.

Tuttavia, il neo vincitore non potrà sottrarsi all’obbligo di avere una politica finanziaria seria e responsabile. Beninteso, la Troika (il gruppo di creditori  formato da Commissione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale, che in questi anni hanno prestato centinaia di miliardi di dollari alla Grecia per permetterle di evitare la bancarotta), benché l’uscita della Grecia dall’eurozona, e forse dall’Ue, sarebbe una follia, non sembra disponibile a compromessi.

Ben si capisce che il confronto sarà aspro dal commento di  Jens Weidmann, presidente della Bundesbank. Alla tv tedesca Ard, egli ha  dichiarato senza mezzi termini che, «La Grecia deve aderire alle condizioni del salvataggio». Weidmann è stato il primo nome di peso a commentare l’esito del voto greco e in Rete la sua uscita non è passata inosservata. Moltissimi sono i tweet si chiedono con quale diritto il numero uno della banca centrale tedesca è intervenuto con una dichiarazione che a molti è suonata come una minaccia.

Dopodiché stamattina i media informano che l’euro è calato ai minimi da oltre 11 anni sui mercati asiatici dopo la vittoria del partito della sinistra anti-austerità Syriza alle elezioni in Grecia. Infatti, la divisa europea è scesa fino a 1,1098 dollari, il livello minimo dal dicembre 2003, evidenziando in pieno non soltanto in Asia i timori per le incertezze che si aprono nel quadro europeo dopo la vittoria di Alexis Tsipras.  Insomma è cominciata l’opera di demolizione di una vittoria popolare, così come accadde in Cile dopo quella di Salvador Allende. Quaranta anni e passa fa.