Questa è la domanda che le persone a sinistra del centro si fanno ormai da un po’ di tempo. In modi diversi si pone in America Latina, in gran parte dell’Europa, nei paesi arabi e islamici, nell’Africa meridionale e nell’Asia di nordest. Il problema è ancora più drammatico perché in tanti di questi paesi questo segue un periodo in cui c’erano stati notevoli spostamenti a sinistra

di Immanuel Wallerstein

 

 

Il problema per la sinistra sono le sue priorità. Viviamo in un mondo in cui il potere geopolitico degli Stati Uniti è in costante declino. Viviamo in un mondo in cui il l’economia sta riducendo davvero i redditi dello Stato e quelli personali, cosicché il livello di vita della maggior parte della popolazione mondiale sta calando. Questi sono i limiti di qualsiasi attività politica da parte della sinistra che può fare poco per influenzarli.

C’è un numero sempre crescente di movimenti che emergono e che fanno appello per mettere sott’accusa l’operato dei tradizionali partiti politici centristi. Questi movimenti chiedono politiche di trasformazione radicalmente nuove. Ci sono però due tipi di tali movimenti che potremmo chiamare: una versione di destra e una di sinistra. Quella di destra si può trovare nella campagna presidenziale americana di Trump, nella campagna anti-droga di Rodrigo Duarte nelle Filippine, nel Partito Giustizia e Libertà in Polonia, e in molti altri. Per la sinistra, la priorità numero uno è impedire che tali movimenti conquistino il potere poiché essendo essi  fondamentalmente xenofobi e discriminatori, userebbero il potere acquisito per schiacciare i movimenti della sinistra.

Dall’altra parte esistono movimenti della sinistra che si sono andati organizzando sulla base delle politiche trasformative radicalmente nuove. Essi comprendono il tentativo di Bernie Sanders di ottenere la candidatura alla presidenza degli Stati Uniti, il tentativo di Jeremy Corbyn di far ritornare il Partito Laburista Britannico al suo storico appoggio del socialismo, Syriza in Grecia e Podemos in Spagna, e molti altri. Naturalmente, quando tali movimenti sono vicini a ottenere il potere dello stato, la destra mondiale (ordinaria o radicalmente anti establishment) si unisce per eliminarli o per costringerli a modificare le loro posizioni in a maniere importanti. Questo è ciò che è accaduto a Syriza.

Questa seconda possibilità, quindi, ha le sue limitazioni naturali. Sono costretti a diventare un’altra versione di un partito social democratico di centro sinistra e serve a una funzione: limita il danno a breve termine per gli strati più poveri, minimizzandone quindi il danno, ma non aiuta nella trasformazione.

L’obiettivo a medio termine di stabilire un nuovo sistema mondiale che sia relativamente democratico e relativamente egualitario, richiede un’azione politica di tipo diverso. Richiede che ci si organizzi dovunque al livello inferiore della politica e di costruire alleanze verso l’alto da tale livello, invece che dal potere dello Stato verso il basso. Questo è stato il segreto della recente forza dei movimenti di destra contrari all’Establishment.

Quello che renderà possibile alla sinistra di avere la meglio nella lotta nei prossimi 20-40 anni per stabilire un sistema che succeda al nostro sistema capitalista esistente, oramai in definitivo declino, sarà la capacità di unire le politiche a breve termine di alleanze per minimizzare il danno che i bilanci limitati arrecano agli strati più poveri, la feroce opposizione al controllo del potere dello Stato da parte dei movimenti di destra contrari all’Establishment, e la continua organizzazione da parte della sinistra mondiale al livello inferiore della politica. Questo è molto difficile e richiede una costante chiarezza di analisi, rigide scelte morali per il tipo dell’altro possibile mondo che vogliamo e sagge decisioni politiche tattiche.

Traduzione di Maria Chiara Starace per Znetitaly.org

18 ottobre 2016