“Questi aggeggi non sono parole” sentenziava Mark Twain che non aveva capito nulla del tedesco perché come qui ricorda Roberto Giardina, le parole tedesche sono lunghe al contrario in poche lettere esprimono un concetto per cui noi abbiamo bisogno di una frase- 

di Roberto Giardina

E´ un piccolo libro straordinario per chi parla il tedesco, per chi lo studia, per chi vorrebbe impararlo, e soprattutto per chi ne ha paura. “Schottenfreude”, letteralmente la gioia o il piacere di Schott, cioè l´autore Ben Schott, porta il sottotitolo “nuove parole tedesche per la condizione umana” (Bompiani; 15 euro). “Gli italiani che non riescono a trovare una parola per esprimere un concetto, potrebbero trovarla in tedesco”, consiglia Schott, un londinese che smentisce il luogo comune secondo cui gli inglesi siano capaci di parlare solo inglese. Si diverte e fa divertire con la lingua di Goethe inventando nuove parole, fantastiche, o assurde, ma non è detto che domani non vengano usate da Frau Angela e dai suoi connazionali.
 

“Schottenfreude”, letteralmente la gioia o il piacere di Schott, cioè l´autore Ben Schott, porta il sottotitolo “nuove parole tedesche per la condizione umana” (Bompiani; 15 euro)

 
In “La terribile lingua tedesca”, sempre citato da chi la detesta, Mark Twain sentenzia: “questi aggeggi non sono parole: sono una processione di lettere dell´alfabeto”. Ma il padre di Tom Sawyer non aveva capito nulla del tedesco, e quindi dell´Europa descritta in un libro di viaggio, esilarante e zeppo di pregiudizi. In realtà le parole lunghissime vengono usate solo dai burocrati, e sono composte da altre parole subito identificabili da chi conosce la lingua. A volte da due parole ne nasce una nuova, come fa appunto Schott. E non sempre sono lunghe, al contrario in poche lettere esprimono un concetto per cui noi abbiamo bisogno di una frase: Blitzkrieg diventa guerra lampo, ma Schadenfreude, è la gioia maligna (Freude) per un danno (Schaden) capitato a qualcun altro. Tatort, fatto più luogo, titolo di una fortunata serie tv, sarebbe il luogo del delitto. In italiano mi viene in mente solo un verso del siciliano Quasimodo “l´acqua colomba”: si comprende o, meglio, si sente, ma quasi impossibile da rendere in prosa.
 
La traduzione è di Marco Piani, in realtà un coautore, che ha dovuto rivaleggiare con la fantasia di Schott per trovare un equivalente italiano: Entlistungsfreude, è il senso di soddisfazione che si prova depennando una lista di cose da fare.  Sonntagsleerung, letteralmente domenica-svuotamento, è la depressione della domenica pomeriggio. Ruinenpornographie sarebbe la morbosa fascinazione per le fotografie del degrado urbano contemporaneo, due righe per spiegare una parola. Witzingsstörung `l´incapacità di ricordare le barzellette. Betttrug, tre “t” di seguito per dare ragione a Twain, è la sintesi di Bett, letto, e di Betrug, inganno, una parola che esprime la mia angoscia di quando ero inviato speciale: il passeggero senso di disorientamento quando ci si sveglia in un letto sconosciuto. Non vorrei con questi esempi avere ottenuto l´effetto contrario: spaventare invece di incuriosire. Sarebbe una Liebessunde, un peccato d´amore.   
I tedeschi e la Germania sono vittime di pregiudizi, positivi e negativi, e temo che la causa sia anche la lingua, chi ha paura del tedesco si ferma innanzi a un muro. Schottenfreude serve a capire la signora Merkel e il suo paese da cui ci sentiamo perseguitati. A torto, ritengo, ma sono in minoranza. Sarebbe una lettura obbligatoria per i politici europei.
 
 E´ un libro da regalare anche a tutti i giovani che temono domani di restare disoccupati, di far parte di quel 67 per cento di italiani che a trent´anni sono obbligati a vivere a casa della mamma, insultati come bamboccioni (Muttersönchen). Invece di sprecare tempo e quattrini (Geld) in inutili master in due anni potrebbero imparare il tedesco, scoprire perché Mädchen, ragazza, sia neutro, e Mond, luna, maschile, e trovare senza difficoltà il lavoro che gli piace alle porte di casa, meglio nella quasi latina Monaco che nella prussiana e povera Berlino. Infine, i tedeschi non sono spocchiosi  come gli inglesi di Schott o i francesi: vi capiscono anche se sbagliate genere e mettete il verbo all´inizio invece che alla fine, come in latino. Viel Spass, buon divertimento. 
 
 
3 febbraio 2016