I colpevoli sono in prevalenza Flüchtlinge, fuggiaschi. «Zahlen, die verstören», dati sconvolgenti, titola la Suddeutsche Zeitung, che non è di destra. Una “manna” insperata per populisti xenofobi dell’AfD (Alternative für Deutschland), che potrebbero giungere al terzo posto al Bundestag.

 

di Roberto Giardina

BERLINO. Emergenza stupri in Baviera, e i colpevoli sono in prevalenza i fuggiaschi, come qui chiamano i nostri migranti. Lo denuncia il ministro degli interni del land, il cristiano Joachim Herrmann, ed è immediato il commento: siamo nelle ultime ore della campagna elettorale, e si vuol lasciare poco spazio ai populisti dell’AfD, che potrebbero giungere al terzo posto al Bundestag.

Herrmann ambisce a diventare ministro a livello nazionale, e la sua Csu, che si presenta solo in Baviera, non può perdere troppi voti a favore dell’estrema destra. Tutto vero, ma sono vere anche le cifre fornite da Herrmann. «Zahlen, die verstören», dati sconvolgenti, titola la Süddeutsche Zeitung, che non è certo un giornale di destra, ma liberale e democratico, il migliore della Germania insieme con la Faz.

Una giovane che fa jogging è violentata a Rosenheim da un profugo di 34 anni a cui era stato rifiutato l’asilo. Presso Bamberg la polizia arresta tre fuggiaschi che hanno aggredito e molestato un gruppo di ragazze. A Friburgo, nel vicino Baden-Württemberg, è in corso il processo contro un afgano che ha violentato e ucciso una studentessa ventenne. Le notizie di violenze sono quasi quotidiane e, per la verità, la stampa cerca di non darle con troppo risalto.

Gli stupri solo in Baviera nei primi sei mesi dell’anno sono aumentati di quasi il 50% rispetto allo stesso periodo del 2016: da 463 a 685. L’anno scorso i profughi responsabili furono 66, nell’ultimo semestre 126 con un aumento del 91%. Nel corso dell’intero 2016 sul totale dei reati sessuali, 6.100 (un dato stabile negli ultimi anni), il 70,7% è stato compiuto da tedeschi, il 29,3 da stranieri, e tra questi l’11% erano Flüchtlinge, fuggiaschi. Nel 2015 furono il 6,4%, e nel 2007 appena l’1,7.

Qui si distingue tra stranieri residenti nel paese, come me, e richiedenti asilo. Ovviamente bisogna tener conto anche del rapporto tra i cittadini bavaresi, in tutto 12,44 milioni, e i profughi, che a febbraio erano 156 mila. E bisogna considerare che tra i tedeschi sono conteggiati anche neonati o ultranovantenni, mentre i profughi sono in gran parte giovani maschi. Il ministero degli interni comunica inoltre che per il 70% gli autori venivano dal Vicino e Medio Oriente, gli altri in gran parte dall’Africa sahariana, una minima parte dal Maghreb.

In Germania ci si chiede il perché, senza lasciarsi andare a reazioni xenofobe come i sostenitori dell’AfD. I profughi sono in maggioranza giovani maschi, costretti a vivere nei centri di raccolta. Sono messi a confronto con una società estranea e che non comprendono. Le donne che si muovono libere, e vestite in modo per loro immorale, sono considerate prostitute. Lo stupro non è usuale nei paesi arabi, non per rispetto verso le donne ma perché in realtà esse «appartengono» a un altro uomo, al padre, al marito, al fratello. Ed è difficile incontrare una potenziale vittima da sola per strada.

C’è un altro aspetto fondamentale che spiega l’aumento delle violenze. Il punto centrale per l’integrazione di giovani islamici è la figura della donna, da considerare uguale agli uomini, libera di agire come le pare. La donna diventa dunque il simbolo di una società occidentale nemica e corrotta, un simbolo da colpire, più o meno consciamente. Il sesso entra in gioco in minima parte in molti casi.

A Capodanno del 2015 duemila giovani, in maggioranza magrebini, aggredirono un migliaio di donne tedesche. Fu un attacco più o meno concordato che va giudicato come una sfida alla società ospitante. Poi le motivazioni individuali dei singoli aggressori potranno essere state differenti. Allora, i media reagirono con la censura per non favorire i movimenti populisti, ma il risultato fu disastroso. Oggi, si preferisce non celare i dati, anche se sconvolgenti, come ha fatto la Süddeutsche Zeitung. La stampa deve essere responsabile, ma non deve arrivare a nascondere le notizie.

21 settembre 2017