Si è votato al Cairo, dove avrebbero prevalso i “no”, e in altre otto province: secondo i dati ufficiosi del partito del presidente Morsi, i favorevoli sarebbero oltre il 56%. Seconda tornata sabato prossimo. Le Ong: “Diverse irregolarità”

IL CAIRO – Sarebbero in vantaggio i sì, in Egitto, dopo la prima giornata di voto per il referendum sulla nuova costituzione. Secondo i dati ufficiosi diffusi dal Partito della libertà e della giustizia, del presidente Mohamed Morsi, il sì ha ottenuto il 56,5% dei voti. Ieri sono stati aperti i seggi al Cairo, ad Alessandria e in altre otto province.

Il dato è in linea con le stime dei principali media egiziani e segnala un distacco non grande fra le due opzioni in campo. A ciò si aggiunge il fatto che al Cairo e ad Alessandria, le città più popolose, avrebbe vinto il no. Secondo il sito web della televisione di Stato, al Cairo i contrari avrebbero raggiunto il 68%, ad Alessandria d’Egitto addirittura il 72%. La stessa fonte afferma che nelle province il no alla Costituzione ha prevalso solo in quelle di Gharbiyya e Daqahliyya, nel Delta del Nilo a nord del Cairo.

Intanto numerose Ong egiziane affermano che il referendum è stato segnato da irregolarità. Il voto di ieri è stato “un referendum alla Mubarak”, ha detto in conferenza stampa Bahey Eddine Hassan, del Centro del Cairo per i diritti umani, facendo riferimento all’ex presidente rovesciato da una rivolta popolare l’anno scorso e alle elezioni irregolari che organizzava.

Il Fronte di sicurezza nazionale, cartello dell’opposizione, inizialmente aveva sostenuto che due terzi degli elettori avevano votato contro la bozza di Costituzione, ma poi uno dei suoi gruppi principali, Corrente Popolare, ha scritto su Facebook che c’era stato un 56% di sì.

Il Paese si conferma dunque spaccato e l’esito di questa prima tornata è destinato a rinfocolare le polemiche su un testo, scritto dall’Assemblea costituente a maggioranza islamista, che recepisce i principi della ‘sharia’ e che l’opposizione laica, liberale e cristiana considera ancora poco rispettoso delle minoranze religiose e politiche. Sabato prossimo, nella seconda tornata di votazione, andranno ai seggi gli abitanti delle altre province – in prevalenza aree rurali e tradizionaliste – e solo allora saranno resi noti i risultati ufficiali della consultazione.

16 dicembre 2012